Come tutti sanno, abbiamo scoperto nel 2007 e bloccato negli anni successivi il progetto del CENTRO OLI di ORTONA. Abbiamo fatto informazione capillare sul territorio e contemporaneamente impugnato in tutte le sedi, le macroscopiche irregolarità ed imprecisioni presenti nei faldoni del progetto e delle autorizzazioni.
Il fatto è che, i partiti del petrolio, non si aspettavano che qualcuno ficcasse il naso nelle carte. Erano impreparati.
Sono trascorsi degli anni e gli stessi partiti di prima si sono preparati, il CENTRO OLI l'hanno spostato in mare qualche chilometro al largo e si chiama OMBRINA. Contemporaneamente hanno curato meglio le carte per prevenire eventuali "imprevisti".
Nel frattempo gli abitanti hanno capito che si tratta di una sciagura.
Ora noi pensiamo che sia pressappoco inutile continuare a battersi a colpi di carte bollate.
E' urgente che capiate quale futuro abbiamo indicato per, come si dice nel video, essere felici nella nostra breve vita.
Come tutti sanno, le decisioni calate dall'alto, in particolare sulla questione petrolio ci rendono molto infelici e questo non va bene.
Luigi Tiberio per ComitatoNaturaVerde 24/02/2013
osservazione prg
Oggi 15 Giugno 2012, è stata depositata e protocollata l'osservazione di NaturaVerde agli atti di adozione del piano regolatore del Comune di Ortona.
Materia specifica dell'osservazione, la trasformazione dei terreni agricoli a produzione vitivinicola acquistati dall'Eni per perforazioni petrolifere e per la costruzione del Centro Oli.
stupidi!
l'italia e' l'arabia delle rinnovabili
e l'Abruzzo ha uno dei più grossi giacimenti
letteraaperta
a Presidente e Consiglieri Regionali.
L'Aquila 15/12/2009
ora tanti lo sanno
r
eport del 7 giugno 09
a
ssolutamente da vedere
Primo Piano
Petrolizzazione
S
tiamo lottando contro la scelta di trasformare (all'insaputa di tutti) l'Abruzzo in regione petrolifera (come in Basilicata -vedi banner di ANNOZERO e VIAGGIO A VIGGIANO in fondo-).
Abbiamo scoperto per caso questo progetto, datato 2001, a Maggio 2007, quando l'ENI stava per iniziare la costruzione di un impianto di idrodesulfurizzazione del petrolio (cosiddetto centro oli) di 12 ettari tra i vigneti di contrada Feudo di Ortona, a due passi dal mare -vedi cartina-. Abbiamo ricostruito con impegno e fatica l'iter seguito(iter seguito all'insaputa di tutti) per ottenere le varie autorizzazioni -vedi il nostro "QUADRO DI SINTESI"-.
La mappache vedete sotto è quellaufficiale aggiornatariguardante l'Abruzzo ed il mare, che ci racconta come il territorio sarà interessato dalle trivellazioni con decine e decine di pozzi ed eventualmente da impianti di trattamento e raffinerie.(confrontatela con QUELLA PRECEDENTE)
Abbiamo cercato di informare e diffondere la consapevolezza del problema ed il risultato fin'ora è scritto nella Legge Regionale del 4/3/2008.
Nella sezione"articoli principali" ed"archivio articoli" del sito troverete molte informazioni inserite non appena ne siamo venuti in possesso (consumo di acqua potabile ed energia, conseguenze sulla salute, l'economia, l'agricoltura, il turismo, l'ambiente, l'immagine del territorio), nelmenù documenti ed atti, troverete gran parte di quanto prodotto in questi mesi.
Per chi volesse ulteriormente approfondire l'argomento, può contattarci dal sito utilizzare il Forum di discussione o venire allanostra sede in Via Naz. Adriatica Sud - zona Francavilla Foro (Pasquini) - di fianco alla banca carichieti e di fronte all'ufficio postale - aperta tutte le sere dalle 21 in poi - telefono 085 810321.
Clic sull'immagine per ingrandire
Chi dice Cosa
Viaggio a Viggiano
CI SIAMO ANDATI! Viggiano Sabato 26 Gennaio 2008.
C
he nessuno dica più che è un piccolo impianto.
Quello che vedete è di 15 ettari e serve 44(?) pozzi in un raggio di oltre 60 chilometri (sono arrivati alle porte di Potenza), a Feudo lo vogliono costruire di 12 ettari per soli 2 pozzi, quanti pozzi devono ancora realizzare?
Comunque lo si voglia chiamare (centro oli, impianto di trattamento idrocarburi liquidi e gassosi, impianto di desulfurizzazione, impianto di prima raffinazione del petrolio) é una RAFFINERIA.
Abbiamo effettuato riprese, foto, interviste alla gente del luogo (presto verranno diffuse) e tutti concordano, L'AGRICOLTURA E' ANNIENTATA, I VALORI IMMOBILIARI E DEI TERRENI SONO AZZERATI, IL TURISMO E' SCOMPARSO, COMPRESO QUELLO RELIGIOSO (Viggiano è sede del santuario della Madonna di Viggiano, protettrice della Basilicata), LE ATTIVITA' COMMERCIALI SONO IN GRAVE DIFFICOLTA', CHI PUO' SE NE VA.
L'impianto ha un impatto visivo impressionante, puzza (come i pozzi d'altronde) a chilometri di distanza, inquina pesantemente l'ambiente con danni evidenti alla vegetazione, è molto rumoroso e vi lavorano 29 persone.
La gente è molto scontenta ma rassegnata e parla di un peggioramento delle condizioni socio economiche, nonchè della qualità della vita. Vedono l'eni come un colonizzatore.
E' stato istituito un parco nazionale ridicolo a cui nessuno da importanza per via della evidente incompatibilità con l'attività petrolifera.
Ci hanno cercato, per rilasciare dichiarazioni, tutte dello stesso tenore, gli unici che si sono sottratti sono stati il sindaco ed il suo vice....
Sono andati in Val D'agri: Luigi Tiberio, Carmine Rabottini, Mauro Di Mauro e Davide Colaiezzi.
[foto panoramica della valle dal belvedere di Viggiano]