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Quando ci siamo “permessi” di difendere il nostro territorio, il nostro lavoro, le nostre ... vite ed il nostro futuro dalla minaccia rappresentata dal Centro oli e dalla petrolizzazione della nostra regione, c’è sempre stato qualcuno che ci ha bisbigliato all’orecchio: “Ma lo sapete contro chi vi state mettendo? L’Eni è lo Stato!”
Prima considerazione:
In che mondo viviamo, se dobbiamo avere paura dello Stato? Ma lo stato non è un concetto astratto per dire che lo stato siamo noi stessi? Lo stato non può ad esempio coincidere col Presidente della Repubblica che, appunto, ne è solo il presidente, il rappresentante più alto, ma non è lo stato. Così come lo stato non è il governo, che ne è solo, per così dire, il suo amministratore. Anche in un condominio il suo amministratore, anche quando ad essere “eletto a questa carica” è uno dei proprietari, pur essendo insieme condomino e amministratore non è il proprietario dello stabile. E gli esempi potrebbero continuare all’infinito.
Seconda considerazione:
Ma è proprio vero che l’ENI è lo stato?
A leggere l’elenco delle partecipazioni dirette dello Stato nelle varie “aziende pubbliche” sembra che di stato italiano in ENI ce ne sia ben poco...
Vedere per credere.
Terza considerazione:
Stato o non stato, quando è in ballo la sopravvivenza dello stesso nostro modello di vita (perché è inutile mettere la testa sotto la sabbia...se passerà il Centro Oli e se l’Abruzzo sarà riempito di pozzi petroliferi la nostra vita non sarà più la stessa) noi non dobbiamo, non possiamo e non vogliamo avere paura di nessuno...
Diceva il grande Totò...”Siamo uomini o caporali?”
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