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Gentili partecipanti del blog...
Ho comprato da circa un anno un immobile in via Riccio...non sapendo dell'imminente apertura del centro oli. Provengo dalla Regione Basilicata e quindi potrete capire il mio grande disappunto per l'apertura di un centro oli nella Ns. territorio ma più in generale si dovrebbe parlare di tutti i centri oli.
Quello che mi fa più riflettere è però il comportamento delle popolazioni locali che a mio avviso non hanno poi fatto molto quando nei primi anni del 2000 si trovavano ispettori dell'Eni per le verifiche sul territorio.
Penso che la prima cosa da fare sia far cambiare la mentalità della gente cosa che purtroppo per Noi Italiani sembra difficile. Certamente il contadino che per soldi ha ceduto le terre, dovrebbe sentirsi responsabile di fronte al futuro incerto del territorio in cui è nato, mi sento dire " ma noi non sapevamo cosa avrebbero fatto...". Non posso pensare che questa volta la furbizia contadina non abbia dato i suoi frutti. Quello che mi fa più arrabbiare è che l'italiano pensa solo al proprio tornaconto...i soldino immediato...il posto di lavoro...mentre quello che più dovrebbe contare dovrebbe essere avere più senso civico. Impariamo dalle rivolte americane...dalle nazioni a noi territorialmente vicine ma distanti per capacità di guardare al di là della propria oasi di pace.
Se il centro oli si dovesse fare (cosa ormai probalile) la battaglia di noi tutti non dovrà fermarsi. Occorrerà monitorare il territorio facendo in maniera continuativa analisi ambientali , verifica delle acque, del terreno, dell'aria. Tanto in Italia ci si muove solo dopo aver visto le conseguenze: si vedano le scuole disastrate, i morti sul lavoro..
Non vorrei sembrare pessimista ma sono stanca del popolo Italiano. Comunque per prossime iniziative sarò con Voi.
Anna
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