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E SE L'E.N.I., CHE E' ABITUATA A BUCHERELLARE A DESTRA E A MANCA REALIZZASSE UN IMPIANTO GEOTERMICO IN ABRUZZO, SENZA INQUINARE ??? SI RISOLVEREBBE ANCHE IL PROBLEMA DELLA MANCATA AUTORIZZAZIONE ALL'AMPLIAMENTO DELL'IMPIANTO ZECCA AD ORTONA.
Geotermia
Il termine "geotermia" deriva dal greco e significa calore della Terra. L'energia geotermica si ottiene sfruttando tale calore. Il nucleo della Terra, a 6400 km di profondità, ha una temperatura di circa 5000 °C. Il calore fluisce verso la superficie e viene condotto dalle rocce del mantello, lo strato che circonda il nucleo. Quando temperatura e pressione aumentano oltre un certo limite, la roccia del mantello fonde e diventa magma che, essendo meno denso della roccia circostante solida, sale lentamente verso la crosta, trasportando calore, che a volte arriva in superficie attraverso una fenditura sotto forma di lava; molto più spesso rimane sotto la crosta, scaldando le rocce e l'acqua circostanti (ossia pioggia che si è infiltrata in profondità attraverso gli strati rocciosi), con temperature che arrivano fino a circa 370 °C. Generalmente tali acquiferi, oltre all'acqua in fase liquida, possono contenere acqua in fase vapore ad elevato contenuto energetico.
Gli acquiferi sono ospitati da rocce permeabili, formando così i serbatoi geotermici. I fluidi contenuti in un serbatoio geotermico possono talvolta raggiungere spontaneamente la superficie, dando luogo a manifestazioni geotermiche naturali, quali i geyser, le fumarole, le sorgenti calde. Se i serbatoi geotermici sono ricoperti da terreno impermeabile si parla di sistemi idrotermali.
L'Italia è il paese geotermicamente più caldo d'Europa, come testimoniano i numerosi vulcani spenti o in attività, i soffioni boraciferi e le sorgenti termominerali.
La generazione di elettricità dal vapore geotermico è iniziata a livello commerciale nel lontano 1913, a Larderello, in Toscana, con una potenza installata di 250 kW. I primi esperimenti risalivano tuttavia al 1904. L'Italia è rimasto l'unico Paese a ricavare industrialmente energia elettrica dal calore della terra fino al 1958, quando il primo gruppo di generazione viene installato a Wairakey in Nuova Zelanda, a cui fece seguito, nel 1960, l'installazione della prima unità a The Geysers (Usa).
Tipologia degli impianti geotermici
La tipologia degli impianti varia in funzione del tipo di sistema idrotermale disponibile: vapore dominante, acqua dominante ad alta temperatura, acqua dominante a bassa temperatura.
Si hanno quindi gli impianti a vapor secco, a singolo o doppio flash, a ciclo binario e poi ci sono degli impianti che utilizzano varie tecnologie: impianti ibridi ed impianti a ciclo combinato.
A valle dell’impianto di utilizzazione del fluido geotermico, la fase liquida è reiniettata nella formazione rocciosa del serbatoio geotermico dalla quale il fluido è estratto.
CENTRALI A "VAPORE SECCO" DIRETTAMENTE INVIATO IN TURBINA
Nei campi a vapore dominante, il fluido geotermico è inviato direttamente alla turbina dell'impianto, attraverso dei vapordotti.
In questo caso si parla di centrali a vapore secco (dry-steam plants) per l’assenza di una fase liquida nel fluido geotermico.
Si possono avere centrali a condensazione od a scarico libero.
Nelle centrali a condensazione il vapore dopo essere passato dalla turbina viene fatto condensare. La portata di condensa inviata alla reiniezione costituisce il 20-30% di quella del fluido geotermico utilizzato.
CENTRALI A "SINGOLO O DOPPIO FLASH"
I serbatoi ad acqua dominante con temperatura superiore a 150-170°C sono impiegati per alimentare centrali a singolo o doppio flash. L'acqua arriva in superficie tramite i pozzi e poiché passa rapidamente dalla pressione di serbatoio a quella dell'atmosfera, si separa (singolo flash) in una parte di vapore, che è mandato in centrale, e una parte di liquido che è reiniettato in serbatoio.
Se il fluido geotermico arriva in superficie con temperature particolarmente elevate, allora può essere sottoposto per due volte ad un processo di "flash" (doppio flash).
CENTRALI A "CICLO BINARIO"
Per serbatoi ad acqua dominante, che producono acqua a temperature moderate (tra i 120 e i 170°C), è di uso frequente la tecnologia del ciclo binario.
In questi sistemi il fluido geotermico viene utilizzato per vaporizzare, attraverso uno scambiatore di calore, un secondo fluido, con temperatura di ebollizione più bassa rispetto all'acqua. Il fluido geotermico, dopo aver attraversato lo scambiatore, torna al pozzo di reiniezione per essere ripompato nel serbatoio geotermico.
CENTRALI A "CICLO COMBINATO"
È una tipologia di impianto geotermico in cui vengono accoppiati un ciclo binario ed uno a singolo flash. Si cerca così di massimizzare il rendimento del sistema, in quanto il ciclo binario utilizza come fluido primario il liquido che si ottiene dopo aver separato il vapore (flash) dal fluido geotermico iniziale. Ricapitolando: dal fluido geotermico iniziale si ottiene, dopo il flash, una parte di vapore (che va in turbina) ed una parte liquida; la parte liquida a sua volta serve per vaporizzare il fluido secondario (es. isopentano) del ciclo binario (anche questo vapore aziona successivamente una turbina).
GRUPPI IN ESERCIZIO
Gli impianti dell’Enel sono quasi tutti del tipo a condensazione, alimentati da vapore secco. Per i gruppi geotermoelettrici delle centrali a condensazione Enel ha adottato già dalla metà degli anni '80 un progetto unificato sviluppato dai principali costruttori italiani. Questi gruppi, che sono previsti per una portata massima di vapore di 110 t/h (equivalenti per un fluido di caratteristiche ottimali, a 20 MW), sono concepiti per un ampio campo di pressioni del fluido. Tali gruppi sono costituiti dalla turbina, l'alternatore, il compressore estrattore e la pompa di circolazione. Alla fine del 2004 erano in esercizio 32 gruppi Enel di produzione geotermica, per una potenza efficiente totale di 699 MW. Nell'anno 2004 è stato raggiunto in Italia il picco di produzione netta di oltre 5 miliardi di kWh, che costituiscono il 10% della produzione geotermoelettrica mondiale ed il 25% del fabbisogno fabbisogno elettrico della Toscana.
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