sabato 23 agosto 2008

Wwf: sindaco Chieti apra vertenza con Ato e Aca

photo by Elisabetta



Il WWF di Chieti interviene su quella che definisce "surreale e grave situazione di razionamento dell'acqua a Chieti". Alcune settimane or sono e ancora prima della contestata riapertura dei pozzi di Pineto, il WWF Abruzzo - ricorda l'associazione in una nota - ha accertato come nel territorio dell'ATO 4 vi e' una enorme disponibilita' idrica giornaliera. Dati della stessa ACA alla mano, sulla carta sono ben 414 i litri a disposizione di ogni singolo cittadino al giorno. Per arrivare a questo dato basta fare un semplice conto considerando l'acqua che l'ACA dichiara di mettere in rete e le persone che la stessa societa' dichiara di servire in estate. "La quantita' di acqua che viene captata e immessa in rete spiega Nicoletta Di Francesco, responsabile della Sezione di Chieti del WWF - porta ad avere una disponibilita' per persona di gran lunga superiore a quella di qualsiasi paese europeo. Ricordo che la media dei consumi giornalieri pro-capite in Italia e' di 220 litri mentre in nord-Europa oscilla tra 130 e 160 litri al giorno pro-capite.

E' veramente incomprensibile, con questi dati e ad oltre un anno dalla crisi drammatica del 2007, il ripetersi di disservizi a Chieti. L'ACA dovrebbe spiegare dettagliatamente dove va a finire questa enorme quantita' di acqua, anche perche', se anche si volesse ammettere un dato relativo alle perdite del 50% - una cosa quasi unica in Italia - si arriverebbe comunque ad avere 200 litri per persona al giorno. Tra l'altro, per quanto attiene alla responsabilita' della gestione aggiunge - ormai siamo alla farsa visto che la stessa societa' dichiara di essere pronta a cederla al Comune i Chieti, all'opposto di quanto prevede la legge che fin dal 1994 ha stabilito l'obbligo della gestione unitaria del servizio idrico integrato all'interno dell'Ambito formato da tanti comuni. Questa non e' una soluzione nel lungo periodo perche' strutturalmente e legalmente inadeguata. Ritengo, invece, che il sindaco di Chieti, il secondo comune dell'ATO - conclue Di Francesco - debba aprire una vertenza pubblica nelle sedi delle assemblee di ATO e ACA, per una riforma profonda delle strutture di gestione in cui si accertino anche le responsabilita' per questa situazione ormai insostenibile".

giovedì 7 agosto 2008

Dossier del WWF sulla depurazione. Male ad Ortona, meglio nel resto della Provincia di Chieti

COMUNICATO STAMPA DEL 02/08/2008

Depurazione in Abruzzo, dossier del WWF.
Nel 2007 un quarto dei 737 controlli non regolare (Dati ARTA).
Forti criticità a Montesilvano, Ortona e Giulianova. La Provincia di Pescara con oltre il 50% di controlli irregolari, ¼ a Teramo, 1/5 a L'Aquila. Meglio la Provincia di Chieti. Il WWF presenta un manuale sulla fitodepurazione per contribuire a risolvere i problemi.


Un quarto dei controlli sui depuratori segnala irregolarità rispetto ai parametri di legge. E' quanto emerge nel dossier "Depurazione in Abruzzo" che il WWF ha presentato oggi a Pescara. Il documento si basa sul quadro generale dei dati forniti dall'ARTA sui controlli avvenuti nel 2007 su tutti i depuratori della Regione.

La Provincia di Pescara è la porzione di territorio regionale che nel 2007 ha presentato il maggior tasso di controlli irregolari (il 51%), seguita dalla Provincia di Teramo (26,4%) e dalla provincia di L'Aquila (20,8%). Meglio la provincia di Chieti, con il 17%, anche se questo dato è la sintesi tra l'ottima performance degli impianti nell'area del Dipartimento ARTA di Vasto-S. Salvo (solo il 7,5% dei controlli irregolari) e quella in media con il resto della Regione degli impianti situati nel territorio controllato dall'ARTA di Chieti (26,4% di controlli irregolari in questa porzione di territorio).

I depuratori di media taglia (tra 10000 e 49999 abitanti equivalenti) sono quelli che risultano più efficaci, con il 17% dei controlli irregolari, rispetto al 27,3% di quelli piccoli (tra 2000 e 9999 abitanti equivalenti) e al 25,6% di quelli di grande taglia (>50000 abitanti equivalenti). In realtà quest'ultimo dato deriva soprattutto dalla situazione di estrema criticità che si è verificata nel 2007 presso il depuratore di Montesilvano (potenzialità 105000 a.e.), in cui ben 18 controlli su 22 sono risultati irregolari. Anche il più grande depuratore d'Abruzzo, quello di Pescara Via Raiale, mostra alcuni problemi, con il 30% dei controlli irregolari (6 su 20). Ovviamente le problematiche che riguardano i grandi impianti sono quelle che possono avere potenzialmente il maggiore impatto locale sull'ambiente. Altre situazioni di criticità rispetto ai relativi dati medi provinciali sono state riscontrate dall'ARTA a Cappelle,Loreto e Collecorvino in Provincia di Pescara, Miglianico, Ortona, Tollo, Torrevecchia Teatina in Provincia di Chieti, a Giulianova, Teramo Villa Pavone, Mosciano S. A., Nereto, Atri Crocifisso, Castellalto e Campli in provincia di Teramo e Poggio Picenze, Villavallelonga, Collepietro, Arischia e Pescasseroli in provincia di L'Aquila.

Più in generale, nel 2007 il numero medio di controlli su ogni depuratore è di 5,3, anche se il campione è sbilanciato, con una grande diversità per numero medio di controlli per taglia (i grandi impianti vengono, correttamente, controllati più frequentemente) e province. I piccoli impianti vengono controllati più raramente, e questo potrebbe aver comportato una sottostima delle irregolarità (molti di questi impianti mostrano una irregolarità sull'unico campionamento effettuato e,in generale, sono quelli che hanno le peggiori perfomance; pertanto un numero maggiore di controlli su questi impianti avrebbe probabilmente portato a riscontrare un numero maggiore di problemi sul complesso dei dati).

Dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo "I cittadini abruzzesi spendono con la tariffa dell'acqua diverse decine di milioni di euro per la depurazione ogni anno. Inoltre sono stati spesi centinaia di milioni di euro derivanti dalle tasse per gli investimenti relativi alla costruzione dei depuratori e delle reti. Appare evidente che i dati del 2007 sono insoddisfacenti perché un quarto dei controlli è risultato non regolare. E' come se pagassimo il ticket all'ospedale per delle analisi sapendo che nel 25% dei casi il responso sarà sbagliato. Tra l'altro nel dossier non abbiamo incluso i dati degli impianti più diffusi della regione, quelli con potenzialità sotto ai 2000 a.e. Sono oltre 1000 anche se il dato esatto manca e con ogni probabilità, come segnala anche l'ARTA nei suoi rapporti, la situazione di questi impianti è estremamente deficitaria. In questo quadro è desolante che proprio nel 2007 la Regione abbia varato la vituperata Legge "Fogna" che, alzando le soglie, permette ai piccoli impianti di inquinare di più. Insieme con la legge del 2001 che ha surrettiziamente tagliato l'importo delle multe, fa emergere la considerazione che la classe politica ha dei problemi dell'inquinamento dei nostri fiumi e del rispetto dei cittadini che pagano tasse e tariffe per la depurazione. Fortunatamente sulla questione delle multe è in corso un'indagine della Corte dei Conti e speriamo che siano recuperate le cifre eventualmente dovute, che pare ammontino ad oltre 10 milioni di euro. E' necessario abrogare queste leggine e, più in generale, evitare che nei nostri depuratori arrivino le acque delle aree industriali, far partecipare i cittadini alla gestione del sistema idrico integrato garantendo la trasparenza dei dati (e la realizzazione del sistema informativo regionale sui dati ambientali) e rendere omogenei i controlli in tutta la regione".

Il WWF, per contribuire alla risoluzione delle problematiche connesse alla depurazione, ha presentato un manuale sulla fitodepurazione dal titolo "La depurazione naturale delle acque". Il documento, scritto per il WWF Abruzzo da due tecnici di fama nazionale, Francesco Avolio e Giorgio Pineschi, descrive nei dettagli questa tecnica, usata da decenni in tutto il mondo, che permette di depurare le acque attraverso la creazione di zone umide. Per i depuratori di media e grande taglia permette di migliorare i parametri delle acque in uscita dagli impianti tradizionali.

Aggiunge De Sanctis "Abbiamo visitato insieme con l'ARTA l'impianto di fitodepurazione di Jesi, che serve oltre 40000 persone: è stato uno spettacolo magnifico vedere una superficie di 15 ettari di aree umide che non solo permettono di depurare ma che sono divenute un vero e proprio paradiso per gli uccelli, visitato da appassionati della Natura. Sarebbe un modo intelligente per risolvere molti dei nostri problemi consegnando alla Natura nuove aree umide importanti per la salvaguardia della fauna. Divulgheremo questo testo tra gli amministratori e i tecnici e speriamo che la nostra Regione recuperi terreno rispetto alla depurazione delle acque".

LEGGI QUI IL DOSSIER DEL WWF: "LA DEPURAZIONE IN ABRUZZO"

Nube tossica a Chieti: i cittadini hanno diritto ad essere informati



Per l’Amministrazione Comunale di Chieti informare equivale a “fare allarmismo”.

Nella nostra Regione è pratica comune minimizzare o far finta di non vedere… la vicenda dell’ “acqua contaminata” in Val Pescara docet.

Comunicato Stampa WWF

L’incendio di materie plastiche avvenuto a Chieti scalo pochi giorni fa ha comportato l’emissione in atmosfera di diverse sostanze tossiche e cancerogene in quantità elevate. Il WWF è in possesso del referto dell’ARTA del 31/07/2008 sulle analisi sui fumi dell’incendio. Il benzene, composto riconosciuto quale “cancerogeno certo” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stato trovato in concentrazioni di 1,38 milligrammi/metrocubo quando il normale limite per l’aria è di 5 microgrammi/mc (un microgrammo è un millesimo di milligrammo). Quindi la concentrazione rilevata è di ben 276 volte il limite di legge. Per il toluene la concentrazione rilevata è stata di 0,28 milligrammi/mc, per l’etilbenzene di 0,21 milligrammi/mc, per l’m-xilene di 0,07 milligrammi/mc e per lo stirene di 0,37 milligrammi/mc. Tutte queste sostanze sono tossiche con numerosi effetti sull’uomo (neurotossicità; infiammazioni; tossicità sul fegato; polmonite chimica ecc.).scheda-benzene scheda-stirene scheda-etilbenzene

Dichiara Dante Caserta, presidente del WWF Abruzzo “I dati parlano chiaro: quanto avvenuto può avere avuto conseguenze dannose sui cittadini, visto che le concentrazioni di inquinanti rilevate dall’ARTA sono molto elevate. Purtroppo dobbiamo constatare come anche in questo caso sia il WWF a dover intervenire per garantire i diritti dei cittadini ad essere correttamente informati su fatti che possono ledere la loro salute. Le concentrazioni rilevate nei fumi sono molto elevate, soprattutto se si pensa che si deve tener anche conto dell’effetto “cocktail”, l’effetto combinato delle diverse sostanze presenti. Ora si attende l’esito delle analisi sulle diossine che tutti ci auguriamo essere negativo ma i dati che divulghiamo oggi sono di per sé preoccupanti se si pensa che queste sostanze sono state respirate da decine di migliaia di persone ignare di quanto accadeva. L’eventuale presenza di diossina non farebbe che aggravare una situazione già compromessa e non sarà, quindi, così dirimente rispetto alla classificazione dei rischi che ha comportato questo incendio. Auspichiamo che le analisi sugli alimenti in corso prendano in esame tutte le sostanze rischiose per la salute e invitiamo gli enti preposti a garantire la realizzazione di esami a campione sulla popolazione. Colgo l’occasione per esprimere il nostro stupore rispetto alle dichiarazioni di ieri dell’amministrazione del Comune di Chieti che invece di divulgare questi dati ha chiesto alle associazioni ambientaliste di non comunicare con i media. Noi continueremo a farlo per tutelare i diritti dei cittadini; speriamo che questo esempio sia seguito anche dagli amministratori. Domani sera invitiamo tutti ad intervenire per fare il punto sulla situazione e per individuare tutte le azioni utili per gestire questa emergenza”.






Giovedì 7 agosto Assemblea Pubblica alle ore 21:00 a Chieti Scalo presso la sala della Cassa di Risparmio.

Un’estate nella Natura delle Oasi del WWF


PROGRAMMI ESTIVI DELLE OASI


Un’estate nella Natura delle Oasi del WWF in Abruzzo: decine di eventi ed attività per conoscere territori meravigliosi.
Esperti, artisti, guide, mostre accompagnano turisti e residenti alla scoperta di luoghi di incomparabile bellezza.


La Natura come protagonista degli eventi estivi delle Oasi del WWF in Abruzzo. Il WWF ha presentato oggi il ricchissimo programma di attività rivolto a turisti e residenti che si svolgerà in 5 tra le più belle aree naturali della regione.

La festa per il fiume nel suggestivo scenario dell’Oasi WWF delle Gole del Sagittario, ad Anversa degli Abruzzi; il corso di disegno naturalistico con un artista offerto dall’Oasi delle Sorgenti del Pescara a Popoli; la giornata della Lontra nell’Oasi delle Cascate del Rio Verde a Borrello; il legame tra arte e natura nella tradizione abruzzese raccontato dall’antropologa nell’Oasi dei Calanchi di Atri; il ciclo di incontri “La Natura all’Imbrunire” con gli esperti di scienze naturali nell’Oasi del Lago di Serranella, nei comuni di Casoli, S. Eusanio del Sangro e Altino.

E, ancora, le passeggiate al Chiaro di Luna,gli incontri sulla sostenibilità e sul corretto uso di energia e acqua, la scoperta delle curiosità naturalistiche con gli esperti e il cineoasi (Oasi dei Calanchi di Atri), gli incontri con artisti della Land-Art, la mostra di scultura naturalistica e un laboratorio musicale (Oasi Gole del Sagittario), la visita al territorio per la scoperta dello scrittore John Fante (Oasi del Lago di Serranella); la collaborazione con il premio Borrello dedicato ad Antonio Russo (Oasi delle Cascate del Rio Verde).

Tutte le oasi sono, poi, aperte e visitabili tutti i giorni con specifici percorsi adatti a tutti che consentono di scoprire le meraviglie di alcuni dei luoghi più importanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico della regione. Le Cascate del Rio Verde tutelano le cascate naturali più alte dell’Appennino; le Gole del Sagittario ospitano decine di specie di fauna tutelate dall’Unione Europea e una pianta, il Fiordaliso del Sagittario, che in tutto il mondo vive solo nelle Gole; le Sorgenti del Pescara tutelano la più ricca sorgente abruzzese; i Calanchi di Atri preservano l’inconsueto paesaggio dei calanchi con una vegetazione particolare adattata a condizioni estreme; il Lago di Serranella ospita la ricchissima vegetazione ripariale del Fiume Sangro.

Si riportano di seguito i programmi per le oasi della Provincia di Chieti. Per le altre province abruzzesi e per altre informazioni dettagliate potete scrivere all’email abruzzo@wwf.it




OASI WWF LAGO DI SERRANELLA (Casoli, S. Eusanio del Sangro e Altino, CH)

Domenica 10 agosto ore 18 Centro Visite della Riserva
Reading di opere finaliste del premio John Fante
Visita all'Orto Medievale e degustazione di prodotti locali

Lunedì 25 agosto ore 18 Centro Visite della Riserva
Ciclo di incontri "Natura all'imbrunire"
Osserviamo gli uccelli della Riserva, con Augusto De Sanctis, ornitologo

Martedì 26 agosto ore 18 Centro Visite della Riserva
Ciclo di incontri "Natura all'imbrunire"
Incontro di etnobotanica con Aurelio Manzi (visita all'Orto medievale e alla vegetazione ripariale)

Mercoledì 27 agosto ore 18 Centro Visite della Riserva
Ciclo di incontri "Natura all'imbrunire"
Curiosità su anfibi e rettili, con Mario pellegrini, erpetologo

INFO: 3683188739


OASI WWF CASCATE DEL RIO VERDE (Comune di Borrello, CH)

Venerdì 8 agosto ore 10:00 centro visite della Riserva
Una giornata per la Lontra - presentazione risultati del progetto e uscita sul fiume
Con la Prof.ssa Anna Loy, Università del Molise

Venerdì 22 agosto ore 18:00 centro visite della Riserva
Sulle Ali della Riserva
Con Augusto De Sanctis, ornitologo

INFO: 3683188739

lunedì 4 agosto 2008

Assemblea pubblica giovedì 7 agosto, Chieti Scalo, ore 21:00

sabato 2 agosto 2008

Villa Comunale di Chieti. Il WWF: riqualificarla tenendo conto di fauna e flora

COMUNICATO STAMPA DEL 30/07/2008

Villa Comunale di Chieti. Il WWF: riqualificarla tenendo conto di fauna e flora. Il WWF propone di realizzare un vero e proprio “giardino abitato”.

In relazione al progetto di riqualificazione della Villa Comunale, il WWF di Chieti auspica che, nel lodevole intento di “trasmettere emozioni” e di “esprimere sintesi della storia e della cultura dei luoghi” (frasi citate dalle Considerazioni Preliminari del progetto), si tenga anche conto del prezioso patrimonio naturale che la Villa oggi rappresenta, con la presenza di alberi anche secolari che ospitano una fauna importante e protetta. Citiamo ad esempio tra gli uccelli lo scricciolo Troglodytes troglodytes, il regolo Regulus regulus, il picchio rosso maggiore Dentrocopos major, e inoltre il ghiro Glis glis e lo scoiattolo comune Sciurus vulgaris.

Esistono tantissimi metodi per rendere un giardino pubblico attraente per la fauna, che può allietare i visitatori con i suoi colori e i suoi canti: cassette nido per pipistrelli ed uccelli, mangiatoie, posatoi, piante che attirano le farfalle ecc.. In molti paesi europei i progetti di riqualificazione dei parchi urbani si basano su queste tecniche per costruire veri e propri giardini abitati, con percorsi tematici sulla fauna e sulla flora e giochi interattivi per i più piccoli che spiegano i cicli biologici.

Il WWF auspica, inoltre, che nel corso dei lavori – a differenza di quel che è accaduto nel recente passato in diversi cantieri su viali alberati cittadini – si abbia particolare cura delle piante e che l’illuminazione tenga conto pure delle esigenze degli animali, nel rispetto anche della legge regionale sull’inquinamento luminoso.

Secondo l’Associazione bisogna preferire nelle nuove piantumazioni le specie autoctone, rispettando altresì le esigenze di ogni singola pianta evitando di metterle a dimora in stagioni inadatte, come recentemente accaduto in piazza Garibaldi dove appena prima dell’estate sono stati sistemati nuovi alberi (non in tutte le aiuole teoricamente disponibili) che nessuno ha curato né annaffiato e molti dei quali sono attualmente in palese difficoltà.



La referente
Nicoletta Di Francesco

venerdì 25 luglio 2008

Sito di Bonifiche nazionale Saline-Alento: situazione vicina al punto di non ritorno.

COMUNICATO STAMPA DEL 23 LUGLIO 2008

Sito di Bonifiche nazionale Saline-Alento: situazione vicina al punto di non ritorno.

Ritardi, discariche illegali, lavori incontrollati. WWF, Marelibero e Abruzzo Social Forum: 10 azioni da attivare immediatamente contro l'inquinamento.


I Fiumi Saline e Alento sono ormai in una crisi ambientale quasi senza ritorno. Ad affermarlo sono oggi WWF, Marelibero e Abruzzo Social Forum che hanno presentato un dossier, due esposti e alcuni dati relativi al sito di Bonifiche Nazionale "Saline-Alento", uno dei 56 siti italiani inclusi nell'elenco delle aree fortemente inquinate da bonificare.
Circa un mese fa le analisi contenute nel Piano di Caratterizzazione dell'area che l'ARTA sta realizzando nei territori percorsi dai due fiumi ha evidenziato la presenza di diossina nella porzione superficiale del suolo in diversi punti lungo entrambi i fiumi. Altri pericolosi composti chimici pericolosi, come gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) e il Dicloropropano sono stati trovati nei terreni e nella falda. Rifiuti industriali interrati (anche a 5 metri di profondità) sono stati trovati in un'altissima percentuale delle aree di saggio.
WWF, Marelibero e Abruzzo Social Forum, hanno realizzato a Luglio diversi sopralluoghi per verificare le modalità di gestione del Sito di Bonifiche. E' emersa una situazione del tutto fuori controllo, con decine di discariche abusive su entrambi i fiumi (in un caso proprio durante un sopralluogo le associazioni hanno dovuto chiamare i Vigili del Fuoco per spegnere un incendio di un cumulo di rifiuti) ed estesi interventi sul territorio che stanno comportando la movimentazione di terreno potenzialmente contaminato. Sia lungo il Saline che lungo l'Alento sono attivi decine di cantieri per i quali sarebbe necessaria sia la preventiva caratterizzazione (esami approfonditi e validati dall'ARTA per accertare il livello di eventuale contaminazione) sia l'approvazione da parte della Conferenza dei Servizi che si svolge presso il Ministero dell'Ambiente.
Per questa ragione il WWF ha presentato due esposti alle Procure di Chieti e Pescara, alla Corte dei Conti, al Ministero dell'Ambiente, alla Regione e al Corpo Forestale dello Stato, in cui si chiede di accertare se quanto sta accadendo lungo i due fiumi sia debitamente autorizzato e se siano state seguite attentamente le procedure previste per un Sito di Bonifiche di Interesse Nazionale. Si chiede, altresì, di verificare le modalità di gestione del depuratore di Montesilvano, visto che per l'ARTA ben 18 controlli su 22 realizzati durante il 2007 sono risultati non regolari. Nell'esposto si ricorda che i cittadini dei tre comuni serviti dal depuratore di Montesilvano hanno pagato contestualmente le quote della tariffa destinate alla depurazione. Nel Fiume Saline, nel 2007 si è registrato un picco di 2400000 coliformi fecali, nell'Alento 91000 (il valore di riferimento è 5000). Infine si chiede di intervenire per accertare le responsabilità per i numerosi depositi di rifiuti e per chiarire le cause dei ritardi nell'avvio dei lavori per la messa in sicurezza della Discarica di Villa Carmine di Montesilvano.

WWF, Marelibero e Abruzzo Social Forum stigmatizzano il generale immobilismo che finora ha caratterizzato la gestione del Sito di Interesse Nazionale e che ha acuito i problemi già gravissimi di quest'area. In questi anni, oltre ai ripetuti allarmi rimasti inascoltati delle associazioni ambientaliste, lo stesso Ministero dell'Ambiente ha individuato ritardi e reiterate omissioni soprattutto da parte delle amministrazioni locali ma anche da parte di molti privati che si oppongono (o neanche rispondono) alle richieste del Ministero dell'Ambiente. Solo recentemente qualche passo in avanti è stato fatto, come l'avvio della messa in sicurezza della discarica di Villa Carmine (per i risultati nel cambiamento di gestione del depuratore ci riserviamo di verificarli nel medio periodo), ma per ogni passo in avanti molti se ne stanno facendo indietro, come dimostra in maniera incontrovertibile il materiale raccolto dalle associazioni. WWF, Abruzzo Sociale Forum e Marelibero lanciano un appello a tutte le associazioni e organizzazioni attive nei comuni interessati dal SIN affinché spingano verso la bonifica delle aree inquinate. Ai balneatori e agli imprenditori turistici che si lamentano per i divieti di balneazione le associazioni chiedono che lo stesso impegno che stanno mettendo in campo per contestare i provvedimenti sulla balneazione sia profuso per risolvere alla radice le criticità che mettono a rischio il loro lavoro. Consigliamo loro di percorrere lo stesso "Horror tour" fatto dalle associazioni in un territorio devastato e degno di uno slum della periferia di una metropoli del terzo mondo. Il pericolo maggiore per l'Abruzzo e i turisti non è l'immagine dell'inquinamento ma l'inquinamento stesso!

LE 10 RICHIESTE DELLE ASSOCIAZIONI
Le organizzazioni ribadiscono quanto già richiesto durante le riunioni che si sono svolte presso la Regione Abruzzo:
1) un'immediata verifica sul campo da parte di Regione Abruzzo ed ARTA degli interventi in atto nel SIN;
2) che i Comuni seguano l'esempio di Torrevecchia Teatina che ha inserito le procedure nell'ambito dell'iter attuativo del Piano Regolatore del Comune;
3) che siano immediatamente chiuse le stradine di accesso ai due fiumi per evitare lo scarico di rifiuti e siano approntati sistemi di sorveglianza, anche remota;
4) siano convocati i due Comitati per la Sicurezza Pubblica provinciali per coordinare l'azione preventiva e di repressione delle forze dell'ordine per evitare un peggioramento ulteriore della situazione ambientale delle due aree;
5) sia sospesa la pesca lungo i due fiumi, considerato che i pesci sono bio-accumulatori eccezionali;
6) siano predisposti dalle ASL competenti piani di monitoraggio sui prodotti agricoli coltivati nel Sito di Interesse Nazionale;
7) siano organizzate assemblee in tutti i comuni interessati per spiegare alla popolazione la situazione ambientale dei due fiumi e le regole che riguardano un Sito di Bonifiche Nazionale;
8) si proceda con il Commissariamento o con la denuncia all'autorità giudiziaria per tutte quelle omissioni che sono emerse o stanno emergendo;
9) i sindaci facciano rispettare le ordinanze sanitarie riguardanti quest'area, visto che si tratta della salute delle persone; durante i diversi sopraluoghi svolti nell'area della foce del Saline in territorio di Città S. Angelo è emerso che decine di persone, compresi molti bambini, utilizzavano l'area per fare il bagno nonostante il divieto di balneazione;
10) che l'ARTA sia dotata della strumentazione adeguata per condurre tutte le analisi necessarie, visto che, ad esempio, per le diossine è costretta a rivolgersi all'esterno.

INFO: 3683188739



IL SITO DI BONIFICHE DI INTERESSE NAZIONALE "SALINE-ALENTO"
Il Ministero dell'Ambiente, con Decreto Ministeriale 3 marzo 2003 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.121, serie generale del 27 maggio 2003, ha identificato e perimetrato il Sito di Bonifiche Nazionale denominato "Saline-Alento". Con tale Decreto il Ministero ha inserito l'area tra quelle a rilevanza nazionale per il potenziale rischio di inquinamento, riconoscendo la gravissima situazione di pericolo ambientale del sito derivante dalla presenza accertata negli anni di numerosi scarichi abusivi e dalla presenza di discariche dismesse e mai bonificate, tra cui quella di rifiuti solidi urbani di Montesilvano.
L'area si estende per 1080 ettari su 8 comuni, di cui 800 sul Fiume Saline e 280 sul Fiume Alento. Per le aree costiere si tratta, invece, di 780 ettari.
Il WWF ha partecipato ad alcune delle conferenze di servizio promosse fin dal 2004 dal Ministero dell'Ambiente, al fine di provvedere a tutte le attività previste per la messa in sicurezza di emergenza dell'area, per la caratterizzazione necessaria ad identificare le tipologie di inquinanti e le matrici interessate (suolo, acqua superficiale, falde) e per la definitiva bonifica.
In questi anni, come si evince chiaramente dai verbali delle Conferenze di Servizio, vi sono stati gravissimi ritardi nell'espletamento delle procedure previste dal Decreto Legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni (ex D.M. n. 471/99).

Informazioni sul procedimento sul sito

http://www.regione.abruzzo.it/xAmbiente/index.asp?modello=bonificheSalineAlento&servizio=xList&stileDiv=monoLeft&template=intIndex&b=bonifich2


COMPOSTI CHIMICI NEI TERRENI (con superamenti dei limiti di legge)
-dalla relazione ARTA disponibile sul sito indicato

Trincee effettuate Composti con superamenti
Alento 42 Diossine (5 punti) Fitofarmaci (6 punti)
Saline 82 Arsenico (1 punto) Cadmio (1 punto) Rame (1 punto) Fitofarmaci (9 punti) Idrocarburi pesanti (10 punti) Diossine (11 punti)


COMPOSTI CHIMICI NELLE ACQUE SOTTERRANEE (con superamento limiti di legge)
-dalla relazione ARTA disponibile sul sito indicato

Saline: IPA, Triclorometano, Nitriti, Azoto ammoniacale
Alento: Dicloropropano, Nichel, Manganese, Azoto ammoniacale, Manganese

giovedì 17 luglio 2008

Petrolchimico di Ortona: il TAR rinvia la sentenza

Riportiamo di seguito l'articolo de "Il Centro" del 10 luglio 2008

Dopo il ricorso degli ambientalisti ieri la discussione al Tribunale dell’Aquila
Centro oli, il Tar rinvia la sentenza


PESCARA. Nessuna decisione per ora. Il tribunale amministrativo dell’Aquila non si è pronunciato sul merito del ricorso presentato da Legambiente e Wwf contro la realizzazione dell’impianto di primo trattamento del petrolio che l’Eni ha in programma di realizzare in contrada Feudo di Ortona. La sentenza sarà emessa in tempi non definiti. Le parti hanno discusso ieri pomeriggio davanti al Tar presentando ciascuna le proprie conclusioni sia sulle questioni preliminari che sul merito. Il collegio non doveva pronunciarsi sulla sospensiva ma nel merito in quanto la legge regionale votata il 4 marzo, che ha bloccato di fatto la realizzazione del Centro oli fino al 31 dicembre 2008, ha cambiato lo stato delle cose. I ricorsi per l’annullamento di tutti gli atti preliminari alla realizzazione dell’impianto è stato presentato da Legambiente e Wwf appoggiati dal comitato Natura verde, dai Comuni di Francavilla, Pescara, Orsogna, San Giovanni teatino, dalla società cooperativa Ccdd Tollo e dalla cantina sociale Sannitica. Dall’altra parte, invece, l’Eni, la Regione Abruzzo e il Comune di Ortona. «La discussione è stata lunga e accesa», commenta l’avvocato Fabio De Masis del Wwf, «il giudice dovrà emettere una sentenza su cui è impossibile fare pronostici».
(s.f.)

lunedì 14 luglio 2008

"In viaggio con Alex", Casalbordino 20 luglio 2008



Comunicato stampa del 17 luglio 2008
Domenica 20 luglio convegno su Alex Langer a Casalbordino


Domenica 20 luglio, il WWF Abruzzo, insieme ad altre associazioni ecologiste e pacifiste, invita alla presentazione pubblica del libro “In viaggio con Alex”, alla presenza dell’Autore, il prof. Fabio Levi, docente di Storia contemporanea all’Università di Torino.
Il convegno si terrà a Casalbordino dalle ore 21 nella suggestiva cornice di Palazzo Furii.

Nella sua tragica vicenda umana, culminata con il suicidio il 3 luglio 1995, così come nel suo attivismo politico e sociale (europarlamentare, fondatore delle liste Verdi, promotore di innumerevoli iniziative di respiro ed importanza internazionale) Alex Langer è stato ed è ancora un punto di riferimento imprescindibile per tutti coloro che si impegnano per la Pace, la solidarietà internazionale, l’ecologia e la convivenza tra i popoli.
Nel suo libro, Fabio Levi riesce, traendo spunto dalle vicende personali e pubbliche di Alexander, a narrare gli ultimi decenni del Novecento, partendo dal clima rinnovato ed aperto del Concilio Vaticano II e della scuola di Barbiana di don Milani, fino alle tragiche vicende della guerra nei Balcani.

Partecipano all’evento WWF Abruzzo, Legambiente Abruzzo, Nuovo Umanesimo di Casalbordino con la collaborazione di Pax Christi, PeaceLink, Rete Radié Resch e Rete Nonviolenta Abruzzo ed il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Casalbordino.


Programma
Domenica 20 luglio 2008 ore 21:00
Casalbordino (CH) Palazzo Furii, nei pressi di Piazza Umberto I
Convegno “In viaggio con Alex”, presentazione del libro di Fabio Levi, edito da Feltrinelli, Milano, nel 2007).
L’incontro sarà l’occasione per ricordare l’attualità della figura di Alex Langer e per illustrare anche l’impegno delle forze ambientaliste per la difesa dell’ambiente abruzzese.
Al termine sarà offerto un buffet con prodotti del commercio equo e solidale (a cura della cooperativa “Il Mandorlo” di Pescara)

martedì 8 luglio 2008

Fiumi abruzzesi al collasso: quelli della Provincia di Chieti i peggiori


COMUNICATO STAMPA DEL 7 LUGLIO 2008

Fiumi abruzzesi al collasso: i dati ARTA elaborati dal WWF confermano un peggioramento della qualità delle acque.

Il 57% delle stazioni lontane dall’obiettivo di qualità fissato dall’Unione Europea per il 2015. Provincia di Chieti maglia nera. Il WWF: sotto accusa depurazione e captazioni incontrollate, necessaria una cura d’urto.

La qualità delle acque dei fiumi abruzzesi è in forte peggioramento e si sta allontanando dagli obiettivi europei. Questa è la situazione delineata dal Dossier Fiumi del WWF Abruzzo, basato su elaborazioni dei dati raccolti dall’ARTA nel 2007 e recentemente resi disponibili.

L’ARTA monitora dal 2004 oltre un centinaio di stazioni di rilevamento poste lungo tutti i principali corsi d’acqua abruzzesi, dalle sorgenti fino alle foci. Con un grande sforzo tali campionamenti vengono ripetuti durante l’anno e comprendono la raccolta di numerose informazioni circa la qualità fisico-chimica delle acque, lo stato delle sponde e la ricchezza di fauna.

I dati del 2007 sono sconfortanti. Il 57% delle stazioni di campionamento è risultato nelle classi Pessimo, Scadente e Sufficiente, quando l’Unione Europea stabilisce che entro il 2015 tutte le stazioni devono essere nella categoria “Buono”. Ad aggravare il quadro è il confronto con il 2006, utilizzando i dati per le 117 stazioni campionate in entrambi gli anni. Da un lato si osserva una complessiva tenuta delle stazioni nelle classi migliori, “Buono” ed “Elevato” (anche se ormai sono solo 3 le stazioni nella classe migliore quando nel 2006 erano 6, con uno sconsolante -50%). Dall’altro vi è stato un netto peggioramento delle stazioni che nel 2006 erano nello stato di qualità “Sufficiente”, molte delle quali nel 2007 sono passate nella classe peggiore (“Scadente”). Il numero di stazioni nella classe “Scadente” è quasi raddoppiato rispetto all’anno precedente (+44%), rappresentando ormai il 22,5% delle stazioni complessive. Anche se sono poche sul totale, le stazioni in classe “Pessimo” sono quelle che hanno il tasso di crescita maggiore (+66%). Ci si allontana, cioè, dagli obiettivi europei che diventano ogni anno sempre più difficili da raggiungere.

Per 94 stazioni per cui si hanno tutti i dati per i 4 anni di campionamento, dal 2004 al 2007, si assiste ad una progressiva dicotomizzazione della realtà di qualità delle acque dei fiumi: le stazioni poste nelle alto corso dei fiumi mostrano una tendenza a rimanere nelle classi di qualità soddisfacenti, mentre quelle nel medio e basso corso mostrano una forte tendenza al peggioramento di classe e, quindi, ad un allontanamento dagli standard europei.

A livello provinciale, solo nella Provincia di Teramo si presenta una situazione in controtendenza, con più miglioramenti che peggioramenti per quanto riguarda la classe di qualità delle stazioni (5 contro 1). Nelle restanti tre province i dati sono negativi, con una situazione impressionante in quella di Chieti dove ben il 33% delle stazioni è peggiorato (e solo il 5% è migliorato). Anche la Provincia di L’Aquila si segnala per una netta tendenza al peggioramento (20% di stazioni con peggioramento a fronte di nessun miglioramento) mentre in Provincia di Pescara al 20% di peggioramenti corrisponde un 12% di miglioramenti.

Per la zona costiera le situazioni più critiche riguardano i fiumi Vibrata e Saline, entrambi in uno stato “pessimo”, e tutti i corsi d’acqua dell’area frentana (Torrente Riccio con stato “Pessimo” e fiumi Alento, Foro, Arielli, Moro e Feltrino in stato “scadente”), dove questa situazione ha comportato un’immediata ripercussione sulla balneabilità delle acque. Per l’interno, il Fiume Imele ha un giudizio “pessimo”.

Dichiara Dante Caserta, presidente del WWF Abruzzo “Sono ormai molti anni che denunciamo lo stato di forte criticità dei nostri fiumi, causata principalmente da tre cause: il malfunzionamento della rete dei sistemi di depurazione, grandi e piccoli; la captazione incontrollata delle acque per scopi produttivi (agricoli ed industriali); il degrado delle aree golenali sia da un punto di vista dell’assenza di vegetazione sia dal punto di vista dello scarico illegale. Purtroppo non assistiamo ad una reazione adeguata da parte della pubblica amministrazione. Anzi, il Consiglio Regionale a fine 2007 ha approvato la cosiddetta “Legge Fogna”, che consentirebbe, se applicata, di scaricare i reflui nei fiumi con parametri peggiori. Constatiamo una generale disattenzione verso i dati della situazione ambientale dei corsi d’acqua se non peggio, il prevalere degli interessi di chi non è in grado di gestire correttamente i depuratori rispetto a quelli delle collettività. Con dati così fallimentari un’azienda chiuderebbe subito mentre qui vediamo che non cambia nulla, né in termini di azione sul territorio né in termini di assunzione di responsabilità per una situazione ormai palesemente insostenibile. Parlo dei vari enti coinvolti nella gestione dei fiumi, dalla Regione Abruzzo, direzione lavori Pubblici, che dovrebbe coordinare gli interventi e sovrintendere alla corretta gestione dei fiumi, agli ATO, passando per le società di gestione dei depuratori. E’, quindi, necessaria una cura “d’urto” per i nostri fiumi che comprenda: il rafforzamento dei sistemi di controllo, come l’ARTA, prevenzione e repressione, con la stipula di specifici accordi con le forze dell’ordine; l’immediato coinvolgimento dei cittadini nelle scelte riguardanti la gestione del ciclo idrico e la programmazione degli interventi sui fiumi, come peraltro espressamente indicato dalla Direttiva Acque 60/2000 dell’Unione Europea; un controllo sullo stato dei finanziamenti finora concessi per !
la depurazione e un programma immediato di azione sulle princ!
ipali criticità; la responsabilizzazione degli enti locali attraverso uno specifico percorso da attivare da parte della Regione Abruzzo”.

LEGGI QUI IL "DOSSIER FIUMI" DEL WWF

mercoledì 2 luglio 2008

Giovedì 3 luglio, a Chieti incontro pubblico organizzato dal WWF

COMUNICATO STAMPA DEL 2 LUGLIO 2008

Emergenze acqua e rifiuti: domani pomeriggio, giovedì 3 luglio, a Chieti incontro pubblico organizzato dal WWF
Nell'occasione i cittadini potranno partecipare alla raccolta di firme per l'adesione alle iniziative legali intraprese dal WWF sulla questione dell'acqua

Il WWF ha organizzato per domani pomeriggio a Chieti un incontro-dibattito su due dei temi ambientali più scottanti, quello dell'acqua e quello della gestione dei rifiuti.

La città di Chieti soffre da anni per le problematiche connesse alla distribuzione dell'acqua ed è stata colpita, come tutta la Val Pescara, dalla questione della presenza di sostanze cancerogene nell'acqua a causa dell'inquinamento dei pozzi S. Angelo, ora chiusi. Con l'approvazione da parte del Consiglio Regionale dell'ordine del giorno per l'indagine epidemiologica, è necessaria la mobilitazione di tutti i cittadini affinché si accertino le conseguenze sulla salute di questo scandalo. Durante l'incontro saranno illustrati ai partecipanti i principali documenti ufficiali sull'argomento e sarà possibile approfondire le iniziative legali intraprese dall'associazione e aderire come singoli cittadini.

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, la città di Chieti, nel 2007 ha collezionato un limitato 13,45% di raccolta differenziata, percentuale lontanissima dagli obiettivi di legge. Inoltre ha sul suo territorio la Discarica di Casoni, su cui esiste un dibattito acceso sul suo futuro.
Per questo il WWF vuole illustrare ai cittadini le necessarie azioni da intraprendere per aiutare a risolvere il problema dei rifiuti, sia con la partecipazione alle iniziative pubbliche sia attraverso uno stile di vita attento a questo argomento.

Per questa ragione il WWF invita i cittadini di Chieti interessati ad attivarsi per l'ambiente a questo incontro pubblico previsto per domani, giovedì 3 luglio alle ore 18:00 presso 'Auditorium del Museo di Storia e Scienze Biomediche di Chieti (ingresso via della Liberazione).



INFO: 3683188739

sabato 28 giugno 2008

Francavilla. "Sit-in d'indignazione"

Domani 29 giugno, ore 18.30, a confino tra Pescara e Francavilla

SIT IN DI INDIGNAZIONE
contro la sparizione di un altro pezzo di spiaggia ingoiato dalla furia cementizia
l'ultimo regalo dell'ex Sindaco Angelucci


non lasciateci da soli

Organizza:
Unii a Sinistra per Francavilla a mare, Cea Buendia,
Periodico Primo Foglio, Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina, Mare Libero