visitate il sito con
getfirefox
Menu principale
Home
Chi siamo
Primo dossier CNV
Documenti e atti
Web link
Contattaci
Donazioni
FORUM





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
 
Cosa diciamo
Cinema Zambra [audio]
Palazzo Corvo [audio]

Petrolio in Mare
Spagna
Korea

Libano
Russia

Alaska (Exxon Valdez)

ship.gif
 
L
e perdite di petrolio dalle petroliere sono purtroppo frequenti e ogni volta l’attenzione dei media sembra aumentare. Tuttavia non sono solo le grandi perdite di petrolio a minacciare l’ambiente. Tutte le perdite, anche se minime, creano danni, siano esse involontarie o volute come quando un capitano ordina di pulire e di scaricare in mare le vasche di raccolta del petrolio. Si stima che le perdite intenzionali e illegali di questo tipo negli oceani ammontino a circa 3 milioni di tonnellate all’anno. Altri casi di inquinamento da petrolio negli oceani sono determinati da incidenti agli impianti di trivellazione petrolifera e dalle perdite di petrolio dalle condutture tra le piattaforme offshore e la terra ferma.

Non serve una grande quantità di petrolio per causare seri danni. Il petrolio si sedimenta come una sottile pellicola sulla superficie dell’oceano. Può estendersi su ampie superfici o può disgregarsi e mescolarsi all’acqua se il vento è abbastanza forte. L’effetto tossico della contaminazione da petrolio impedisce l’assorbimento di importanti nutrienti. La perdita delle proprietà d’isolamento e d’impermeabilità all’acqua ha effetti dannosissimi per gli animali. Anche piccole perdite di petrolio possono causare seri danni che dipendono molto dal tipo di petrolio, dalla vegetazione endemica, dalla stagione, dalla forza dei venti, ecc.

Il petrolio e gli altri combustibili riversati in mare, formano sulla superficie dell’acqua pellicole oleose che, impedendo l’assorbimento dell’ossigeno atmosferico, provocano morie di organismi marini. Nel petrolio, inoltre, sono presenti anche sostanze che possono costituire un grave pericolo per la salute dell’uomo, al quale giungono attraverso la catena alimentare marina. La fonte dell’inquinamento è data dai riversamenti di gran quantità di greggio dalle petroliere coinvolte in incidenti, dal rilascio di piccole quantità di derivati dal petrolio da navi di vario tipo, e dalle perdite di petrolio che si verificano nel corso delle operazioni di trivellazione, presso le piattaforme petrolifere marine.

In pratica il petrolio forma una sottile pellicola sulla superficie dell’acqua. Le dimensioni dello spessore possono essere piccole quasi quanto una molecola, circa 1/100.000 mm. Provate a scoprire che estensione potrebbe ricoprire una chiazza di 10 litri di petrolio sulla superficie oceanica.

oilrigbsAprite l’immagine a sinistra in questa pagina. Si tratta di un’immagine da radar trasmessa dal satellite ERS-1 in condizioni di forte foschia il 25 novembre 1994. ll punto chiaro nella scena sembra essere una nave impegnata a scaricare materiale oleoso nel Mare del Nord. Effettuato il rilevamento della posizione, si scoprì invece che si trattava nel caso specifico di una piattaforma di trivellazione petrolifera. Le condizioni meteorologiche non consentivano il sorvolo aereo della zona per controllare più da vicino la situazione. Una telefonata all’ispettore responsabile della piattaforma confermò che si trattava di una perdita accidentale!

L’esperto incaricato di interpretare l’immagine stabilì immediatamente il tempo trascorso dal rilascio e non c’era modo, per il personale a bordo della piattaforma, di negare l’evidenza!

Potete stabilire il tempo trascorso dall’inquinamento in mare prima che il satellite transitasse sull’area interessata acquisendo l’immagine?

Dovete considerare che la velocità del vento, durante l’intero periodo della perdita in mare, era di 5m/sec e che una pellicola di petrolio si sposta nella direzione del vento solo al 3% della velocità del vento.

Nell’immagine si riconosce la piattaforma come punto chiaro mentre la striscia nera è il petrolio. La curva è dovuta al cambiamento di direzione del vento durante la perdita in mare.

 

 
comitatonaturaverde su facebook
 
 



 
firma su "ipetitions" la petizione online contro la raffineria
 

Multimedia
Archivio articoli
© 2012 www.comitatonaturaverde.it