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Comitato NATURA VERDE

costituito con atto del Notaio Giovanni De Matteis di Chieti, rep.56398 racc. 25850 del 1 agosto 2007


localizzazione in Ortona in contrada Feudo di insediamento produttivo (centro Olii), progetto di centrale per trattamento idrocarburi liquidi e gassosi denominato Miglianico, richiesto dall’ENI s.p.a. - Division Exploration & Production - Distretto di Produzione di Ortona -


partecipazione, tutela di interessi diffusi
Legge 7 agosto 1990 n.241, come integrata e modificata


Nessuno, dentro e fuori Ortona, tranne forse i pochi “abilitati ai tavoli decisionali”, ha saputo e sa esattamente in cosa consista, cosa comporti in realtà, da dove nasca, perché , ad opera di chi, la Centrale di trattamento idrocarburi liquidi e gassosi prevista dall’Eni ad Ortona con la denominazione di Progetto Miglianico.

Pochi conoscono le intenzioni, i programmi, l’effettivo Piano industriale dell’Eni.

Pochi sono al corrente del programma di impianti e di trivellazioni di pozzi a scopi petroliferi ad Ortona e in Abruzzo in atto da tempo, sollecitato o subito dalla politica a mezzo di un documento d’intenti sottoscritto a Roma nei Palazzi del Ministero delle Attività Produttive l’11 settembre 2001, una data tragica per il mondo - una coincidenza sfortunata per il sogno verde d’Abruzzo -

Pochi sull’argomento sanno di intese STATO-REGIONE, di accordi ENI-REGIONE-ENTI LOCALI.

Un programma divenuto operativo soprattutto a seguito della crescita vertiginosa negli ultimi tempi del prezzo del greggio da 15 a 80 dollari al barile.

Il Progetto della Centrale dell’Eni di Ortona è venuto alla luce con molte ombre nel maggio 2007 con la pubblicazione solo all’Albo pretorio del Comune di verbali e documenti della Conferenza di Servizi tenuta il 20 e 27 aprile 2007.

Sia pure sulla scorta di informazioni incomplete e di notizie sommarie ricavate da atti amministrativi e descrittivi parziali - avuti informalmente - costituenti materia della Conferenza dei Servizi [resa nota con affissione all’Albo pretorio del Comune di Ortona - per 45 giorni (!) con decorrenza 4 maggio 2007 - di verbali, pareri, note di trasmissione, Relazione tecnica descrittiva Eni spa Divisione E&P del 24 aprile 2007] e alla luce di documenti, rassegne stampa, siti internet su situazioni analoghe raccolti sull’argomento si è reso possibile desumere un primo quadro di sintesi da cui emergono elementi di seria e fondata preoccupazione.


Ortona 5 settembre 2007
Stralci del DOSSIER redatto dal Comitato NATURA VERDE

Progetto ENI di sviluppo idrocarburi liquidi e gassosi denominato “Miglianico”

un Centro Olii, contornato da perforazioni fino a 5 mila metri di profondità per pozzi petroliferi, di cui tre già aperti Miglianico 1, Miglianico 2 e Granciaro (sterile)

[area della centrale idrocarburi, dislocazione dei pozzi Miglianico 1 – 2 e Granciaro sterile]

mappa-contorno-centro-oli

da realizzare in contrada Feudo ai confini con Tollo

-in base a istanza di permesso di costruire del 24 luglio 2006 da parte dell’Eni spa Divisione E&P, rigettata dall’Ufficio tecnico comunale il 1 settembre 2006 con parere negativo prot.1471, alla successiva richiesta sempre dell’Eni in data 10 agosto 2006 di attivazione della procedura dell’art. 5 del DPR 447/1998 come modificato, singolarmente antecedente alla determinazione del Comune -

Su una delle parti più pregiate del territorio di Ortona, tra le più dotate di valori ambientali, di una economia agricola specializzata di qualità per numero e rilevanza degli operatori - note come “colline del Montepulciano” paragonabili alle colline toscane del Chianti - dove si produce il 70% della produzione viti-vinicola dell’Abruzzo che da lavoro e ragioni di vita ad oltre cinquemila aziende per lo più a conduzione famigliare, di un paesaggio e di un panorama collinare-marino di assoluta bellezza, su un territorio che costituisce ora e per il futuro una risorsa preziosa irripetibile e irrinunciabile,

[foto panoramiche vista mare, spalle a quello che sarebbe il recinto]

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interessato da decisioni programmatiche in corso di assoluta valenza ambientale di Regione, Provincia e Comune sullo sviluppo collinare-costiero: il distretto agricolo di qualità annunciato sulla stampa dall’assessore regionale all’agricoltura, parco delle dune, il parco nazionale della costa teatina imperniato sull’ex tracciato ferroviario ed il piano demaniale della spiaggia.

Il Progetto ENI - nonostante l’assicurazione dell’impiego di tecnologie d’avanguardia, di accorgimenti e precauzioni nella gestione degli impianti - implica:

> “effetti collaterali” rovinosi per l’immagine, il marketing territoriale dell’ortonese, territorio vitivinicolo doc e dell’Abruzzo Regione verde d’Europa, “uno dei pochi posti al mondo se non l’unico dove si scia affacciati sul mare”, per gli stessi programmi di sviluppo, segnatamente turismo e agricoltura, della Regione e dell’Unione Europea che vanno orientandosi verso politiche di sostegno degli operatori a fini non solo produttivi, ma di tutela ambientale del paesaggio agrario.

> rischi ambientali, tra i quali non secondariamente si segnala il consumo di acqua per entità piuttosto consistenti che verranno sottratte dall’Eni agli usi idropotabili - in un momento di gravissima crisi idrica in Abruzzo - sottolineato da un parere ufficiale della ASL di Chieti assunto dalla Conferenza di Servizi mirante ad imporre agli enti gestori l’erogazione prioritaria dell’acqua per usi umani. Per altro si è di fronte alla mancanza di un bilancio idrico in grado di valutare e soddisfare i fabbisogni idrici dell’Eni per 15 anni, ossia per il tempo di durata dell’autorizzazione regionale alle emissioni di gas in atmosfera e quindi delle attività petrolifere.

Ato, Sasi, Assessorato regionale ai LL.PP, incomprensibilmente assenti, non sono stati mai convocati alla Conferenza di Servizi nonostante la rilevanza del problema acqua.

> danni probabili per la salute e per la vita di persone, di piante ed animali in conseguenza di emissioni in atmosfera di sostanze nocive, di incidenti e di inquinamento possibili del sottosuolo e delle falde acquifere. (Vedi la Relazione tecnica descrittiva dell’Eni del 24 aprile 2007, il cartello di pericolo affisso dall’Eni sui recinti della centrale Olii di Viggiano in Val d’Agri.

[cartello su recinto centro oli Viggiano]

gas_CF1_1

le dichiarazioni a mezzo stampa del Direttore dell'ARTA dell'Abruzzo,

[Vedi dichiarazone Direttore ARTA]

le situazioni di contenzioso in Basilicata, rese note dai giornali, i Dossier del WWF e di Legambiente sulle attività petrolifere in Basilicata realizzati con il contributo tecnico scientifico di istituti universitari

[Vedi dossier"la Val D'Agri tra parco e petrolio"già in possesso dei consiglieri]

[Vedi dossier legambiente]

Nessuno è in grado di escludere - allo stato degli atti - danni ambientali, stravolgimenti oggettivi della natura, della fisionomia, del carattere, dell’economia anche sociale di un territorio, egualmente e direttamente esposto ai rischi che potrebbero derivare dalla Centrale idrocarburi, di gran lunga più esteso della zona investita dall’insediamento ENI.

Oltre i tre pozzi esistenti (Miglianico1, Miglianico2, Granciaro), altre numerose perforazioni, come è avvenuto altrove, potrebbero andare ad interessare progressivamente Tollo, Crecchio, Miglianico, Orsogna, Francavilla…e l’intero territorio collinare costiere con appendici interne.

[mappa delle autorizzazioni e delle richieste di concessioni per coltivazioni a scopi petroliferi]

carta-titoli-minerari-Abruzzo

Sono intuibili la depressione se non addirittura l’annullamento di ogni ragionevole prospettiva per il settore agroalimentare (che occupa il quarto posto al mondo per produzione di reddito e di ricchezza) per l’economia agrituristica ed enogastronomica consolidata nel tempo, per la riduzione di produzione, di reddito e di ricchezza delle popolazioni e dei i produttori locali -

E’ fatale la contrazione di fatturati già di tutto riguardo - per milioni di euro - a danno degli operatori vitivinicoli, dei produttori delle Cantine da tempo proiettati sui mercati internazionali - non soltanto dell’ortonese.[Vedi lettera delle Cantine]

E’ più che probabile l’effetto “svendita” - deprezzamento del valore di terreni ed edifici oggi pregiati a causa della sola presenza della centrale idrocarburi e della disseminazione di pozzi petroliferi.

Solo nelle contrade Lazzaretto, Savini, Feudo, sono in costruzione 300 nuovi alloggi. In questo momento non si vendono. Il mercato è fermo in attesa di sapere se la centrale dell’ENI si farà o no.

[lavori sospesi, regolarmente autorizzati, per costruzione di un agriturismo]

agriturismo

(Abbiamo agli atti, lettere di rinuncia all’acquisto di appartamenti prenotati, con perdita di caparre confirmatorie)

[Vedi lettera di rinuncia alla caparra]

E’ evidente il danno economico ed erariale per gli investimenti ed i finanziamenti in agricoltura.

E’ incalcolabile la portata dei danni per il turismo di una zona che si stà aprendo e proiettando anche a livello internazionale e che suscita molto interesse dal nord Europa.

[Vedi lettera operatori turistici]

Prima che sia troppo tardi e prima di adottare qualunque decisione che rischia di portare a situazioni di danno e di degrado irreversibili, occorre ed è bene per tutti - in primo luogo per i consiglieri comunali di Ortona chiamati a deliberare una variante urbanistica giuridicamente discutibile e che implica situazioni che vanno ben oltre la competenza comunale - chiedere ed ottenere, in termini tecnico-amministrativi conformi a legge e in termini tecnico-scientifici appropriati e certi (ciò è assolutamente possibile e doveroso) risposte a problemi cruciali:

1 - quanto vale oggi e quanto potrà valere nei prossimi 15 anni il territorio di Ortona e dintorni in termini di ambiente, di turismo, di agricoltura di eccellenza, soprattutto vitivinicola, di enogastronomia, di salute, di qualità della vita, di biotecnologie, di industria della conoscenza?

2 - quali benefici reali a fronte di quali costi effettivi (danni irreparabili e non) porterà l’insediamento ENI e per quanto tempo ?

Quanto potranno durare il petrolio e le attività estrattive dell’Eni nell’ortonese?

Quali saranno e per quanto tempo si avranno vantaggi - certi e vincolanti - assicurati dall’Eni in termini di royalties, di occupazione, di lavoro diretto ed indotto, di reddito distribuito in loco, di tutela della salute e delle risorse ambientali, commisurati agli svantaggi in termini di rischi e di stravolgimenti ambientali, economici e sociali che appaiono considerevoli?

Chi e come farà fronte ai danni?

Quanto costeranno e quanto tempo richiederanno il ripristino ambientale e dell’immagine del territorio, la ricostituzione produttiva, sociale e professionale di una economia neutralizzata dalla scelta petrolifera?

3 - come si concilia un “Abruzzo degli idrocarburi” con “ l’Abruzzo dei Parchi - Regione Verde d’Europa “, scelta ambientale ed economica strategica operata dal Parlamento nazionale oltre 15 anni fa ?

4 - come si combina l’insediamento ENI di Ortona sia con le politiche nazionali sull’energia del Governo centrale di sostegno delle fonti rinnovabili e dei biocarburanti da derivare da lavorazioni e scarti agricoli, sia con gli orientamenti della scienza, della tecnica, del mercato emergenti anche in seno all’Unione Europea sull’idrogeno e sul nucleare?

5 - come inciderà tale impianto sulla quota parte abruzzese delle sanzioni da pagare all’ Unione Europea per il mancato rispetto del protocollo di Kyoto?

6 - come potrà influire il progettato impianto ENI sulla bolletta petrolifera e sul crescente, stratosferico costo dei carburanti se non altro per gli abitanti di Ortona e dintorni e per gli abruzzesi?

7 - qual è il vero Piano industriale dell’ENI per Ortona e dintorni? In realtà quanti pozzi, quanti ettari, quali impianti, quanto grandi sono programmati, dove e per quanto tempo?

Nessuna di queste basilari questioni ha sfiorato “le carte e le difettose procedure burocratiche” avviate sul Progetto ENI di Ortona, confluite in tre sbrigative e sommarie sedute di Conferenze di Servizi - ingiustificate alla luce delle stesse procedure abbreviate e semplificate volute dalla legge - tenute una dalla Regione (4 aprile 2007 sulle emissioni in atmosfera) e due dal Comune queste ultime nel giro di sette giorni (20 e 27 aprile 2007 in merito alla variante urbanistica ) indette in pieno regime commissariale, alla vigilia delle elezioni comunali di Ortona -

Desta sconcerto - anche in termini di responsabilità - il fatto che Uffici, funzionari e tecnici tenuti a pronunciarsi sulle conformità a legge ( ndr. Ispettorato all’Agricoltura di Chieti - parere del 20 aprile 2007) del Progetto ENI non si siano espressi nel merito, abbiano avanzato riserve, adombrato lacune, posto condizioni, sollevato dubbi (ndr. sulla stessa valutazione di impatto ambientale parere del 19 aprile 2007 della Provincia di Chieti - Settore Urbanistica) da risolvere non si dice come, quando e da chi, sia pure con formule ambigue, anomale e contraddittorie del tipo “si esprime nulla-osta con prescrizioni, parere favorevole a condizione che….” ed a seguito di “assicurazioni” - solo verbali - “dei tecnici dell’ENI” –

Dagli atti risultano riserve, condizioni, limitazioni, ostacoli e prescrizioni invalicabili - senza esplicitare appunto come superarli, da parte di chi, quando affrontarli, con quali poteri, con quali mezzi - espressi da

Regione Abruzzo
[Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia 18 aprile 2007 determina dirigenziale e nulla osta della Giunta Regionale]

[Dipartimento Prevenzione della ASL di Chieti note 10 agosto 2006 - 26 aprile 2007, dichiarazioni 20 e 27 aprile 2007 ]-

[Servizio del Genio Civile regionale, Ufficio di Chieti 19 aprile 2007 ] -

[Dipartimento provinciale dell’ARTA di Chieti 3 aprile 2007 ] -

Provincia di Chieti
[Assessorato Urbanistica e Pianificazione Territoriale parere 19 aprile 2007 ] –

Corpo Forestale dello Stato
[verbale del 20 aprile 2007]

Vigili del Fuoco
[verbale del 20 aprile 2007]

Allo stato di atti, oggettivamente incompleti e viziati, vista l’intenzione - sbagliata sotto ogni aspetto - di voler comunque insediare ad Ortona una attività mineraria a forte impatto ambientale, economico e sociale, è assolutamente necessario premunirsi - se non altro in ottemperanza del principio di precauzione a cui la Pubblica Amministrazione è tenuta e di criteri di buon governo che dovrebbero caratterizzarla - di tutti gli strumenti possibili ed immaginabili di conoscenza, di garanzia, di partecipazione, di imparzialità, di trasparenza date le considerevoli finalità di pubblico interesse coinvolte da un problema così rilevante.

> all’ENI spa, società petrolifera quotata in borsa, tra le migliori del mondo, per altro partecipata dal Ministero dell’Economia (ministero del Tesoro), doveva sin dal 2001 e a maggior ragione deve essere richiesto oggi l’impegno vincolante - prima di ogni decisione –

a) di presentare il suo Piano industriale definitivo e completo in ogni aspetto,

b) di concorrere a fornire elementi di conoscenza puntuale e certificata sulla scorta del proprio rilevante know how per valutazioni tecnico-scientifiche attendibili dei reali effetti ambientali, economici, sociali, sanitari sull’ortonese e sull’Abruzzo del suo programma petrolifero,

c) di assicurare, a prescindere dalla approvazione della centrale idrocarburi, le attuali condizioni di sicurezza e livelli di reddito e di occupazione, diretti ed indotti, per un periodo non breve, nei suoi impianti di Ortona e per le imprese abruzzesi che lavorano con l’Eni in Abruzzo e fuori.

> al Comune di Ortona, punto terminale della decisione urbanistica in merito alla Centrale olii - che travalica le attribuzioni comunali coinvolgendo e rivoluzionando settori regolati da altre potestà istituzionali - ed alle altre Autorità pubbliche preposte al governo del territorio, segnatamente alla Regione, compete congiuntamente il dovere

a) di conoscere e di approfondire in ogni risvolto i pro ed i contro, le compatibilità effettive del Piano industriale dell’Eni con lo stato, la natura, la vocazione dei luoghi, con i programmi ed i progetti agricoli, turistici e territoriali in atto, di Regione, Provincia e Comune,

b) di porre in essere modalità, mezzi e strumenti per tutelare comunque la salute e l’ambiente,

c) di garantire agli operatori ed agli abitanti di Ortona e dintorni se non altro di poter mantenere ciò che oggi hanno e di cui dispongono in termini di livelli e qualità di vita, di lavoro, di attività, di valore dei propri beni e dei servizi di cui godono,

d) di proporre e pretendere - nel caso siano effettivamente soddisfatte tutte le condizioni generali di compatibilità del Piano industriale dell’Eni - ubicazioni della Centrale e dei pozzi che non abbiano un impatto critico o peggio rovinoso e che in ogni caso non vadano ad interessare siti impegnati da colture agricole di pregio e ad “alta intensità” tutelati espressamente, senza alcuna possibilità di deroga, dalla legge (L.R. 18/1983 - Titolo VII art. 68 in poi)

e) di subordinare comunque il Progetto Eni alle procedure di VIA - valutazione di impatto ambientale - da parte del competente Ministero a norma della legge 349/1986, essendo il problema di dimensioni tali da investire la politica energetica nazionale nel suo complesso ed il marketing dell’Abruzzo di Regione verde d’Europa voluto dal Parlamento in sede legislativa con la istituzione di tre Parchi nazionali


5 settembre 2007
Dossier Comitato Natura Verde
Stralci di atti costituenti materia della Conferenza di Servizi 4 - 20 - 27 aprile 2007

Si riportano qui nell’essenziale - per renderli noti a quanti sinora non hanno avuto modo di venirne a conoscenza - elementi di informazione ricavabili da documentisia pure parziali oggetto dell’affissione all’Albo pretorio del Comune di Ortona dal 4 maggio 2007, avanzando riserva della necessità di una conoscenza puntuale di tutti gli atti amministrativi e tecnici nella loro completezza, compresi gli elaborati del Progetto Eni della Centrale trattamento idrocarburi liquidi e gassosi.

27 aprile 2007seduta conclusiva della Conferenza dei Servizi indetta dal Comune di Ortona: presso la Sede municipale in merito alla la variante urbanistica

Verbale prot. 6595 pratica 26

durata dei lavori ore 9,40 - 10,15

prendono la parola gli intervenuti -

presenti alla Conferenza conclusiva

Comune di Ortona - Servizio Urbanistica
Comune di Ortona - responsabile del procedimento
ASL - Servizio Prevenzione di Chieti
ENI spa di Ortona
Tecnico Progettista dell’ENI

vengono integralmente letti i pareri pervenuti via fax:

Consorzio ASI Chieti-Pescara - 23 aprile 2007

Provincia di Chieti Settore Viabilità-Edilizia - 26 aprile 2007

ENI Chiarimenti richiesti dalla ASL - 27 aprile 2007

ASL Servizio Prevenzione di Chieti - 26 aprile 2007
(acquisito agli atti il 27 aprile 2007)

in soli 35 minuti, dunque si è decisa - in forma meramente burocratica - la sorte di Ortona e dell’Abruzzo per i prossimi decenni -

Si è proceduto rapidamente

ad acquisire agli atti i chiarimenti richiesti dal Servizio Prevenzione della ASL di Chieti con nota in data 26 aprile 2007 sotto forma di parere tecnico-sanitario di competenza con condizioni e prescrizioni, relativamente a:

-- sussistenza delle infrastrutture primarie per lo smaltimento delle acque reflue;

-- reperimento di acqua per uso industriale non derivante dal civico acquedotto, con l’obbligo da parte dell’ente gestore (*) di soddisfare prioritariamente il fabbisogno idrico ad uso umano;

-- allestimento di adeguato sistema di rilevazione per eventuali perdite della condotta di trasporto delle acque di strato fino al pozzo Granciaro;

-- separazione delle acque di prima pioggia in modo da assicurare buona qualità delle acque meteoriche da recapitare nel corpo idrico recettore, data la vicinanza dello sbocco a mare;

-- rispetto delle norme di salvaguardia ambientale e sulla sicurezza in materia di controllo dei pericoli di incidenti rilevanti;

-- adozione di accorgimenti utili ad evitare fastidio o nocumento agli insediamenti abitativi limitrofi;

20 aprile 2007 presso la Sede municipale di Ortona

prima seduta della Conferenza dei Servizi indetta dal Comune di Ortona inerente sempre la variante urbanistica

Verbale pubblicato all’Albo Pretorio piuttosto confuso

ore 11 inizio lavori - non si da atto dell’ora di chiusura

Presenti alla Conferenza:

Comune di Ortona - responsabile del procedimento
Regione Abruzzo Direzione Beni Ambientali
Regione Abruzzo Direzione Agricoltura
ASL Dipartimento Prevenzione di Chieti
ANAS - Pescara

Vigili del Fuoco - Comando di Chieti

Corpo Forestale dello Stato - Coordinamento provinciale
UNMIG - Ufficio di Roma
ENI spa - Ortona
Progettista ENI
Assenti:

Provincia di Chieti - Settore Urbanistica

Provincia di Chieti - Servizio Tecnico del territorio
Regione Abruzzo - Servizio del Genio Civile
Consorzio ASI - Chieti-Pescara

Il verbale da atto della lettura integrale

> della Relazione tecnica dell’ENI, che nel testo pubblicato all’Albo pretorio del Comune dal 4 maggio 2007 consiste di 50 pagine, è articolata in 5 capitoli e 26 titoli.

Non è chiaro se la Relazione letta il 20 aprile sia la stessa inoltrata dall’ENI il 24 aprile 2007 e protocollata dal Comune il 27 aprile 2007 sotto forma di relazione tecnica-descrittiva sui chiarimenti richiesti dalla ASL

> del parere del Servizio del Genio Civile della Regione datato 19 aprile 2007 ed acquisito al protocollo del Comune il 20 aprile, dove si segnala “la necessità di subordinare ogni singolo permesso a costruire a progettazioni esecutive accompagnate da esaurienti studi geologici-geotecnici di dettaglio dei terreni di sedime”

> del parere del Settore Urbanistica della Provincia di Chieti del 19 aprile 2007, alquanto sibillino laddove afferma che “occorre verificare la compatibilità del progetto in esame rispetto ai contenuti del Piano territoriale di coordinamento provinciale”

quanto a condizioni di sostenibilità ai processi di trasformazione territoriale”,

a “ minimizzare l’impatto dell’uso dei suoli”,

a “ coerenza con i parametri di sostenibilità urbanistica ed ambientale”,

a “conformità con le vigenti norme in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza del lavoro”,

a “meglio contestualizzareda parte del Comune gli impianti, le reti ed i livelli di infrastrutturazione al fine di attenuare gli impatti e le criticità, benchè affrontate in sede di V.I.A.” concludendo che la “proposta formulata dall’ENI spa possa essere ritenuta compatibile con il Piano territoriale provinciale”, soddisfatte “tutte le condizioni riportate nella parte motiva del presente provvedimento”.

Il verbale da conto, dopo la lettura della Relazione tecnica, della illustrazione da parte del rappresentante e del progettista dell’ENI del Progetto idrocarburi liquidi e gassosi senza riferirne e riportarne alcun contenuto.

Il verbale nella versione pubblicata all’Albo pretorio contiene anche fogli manoscritti, di cui uno incomprensibilmente depennato per parte delle dichiarazioni rese dal Medico sanitario relative a

-- omissioni della Relazione tecnica dell’ENI la quale non precisa e non indica il sistema di trasporto e di trasformazione dei gas estratti;

-- sostanze che verranno usate, se caloriche e dannose all’ambiente e alla salute;

-- rete, fabbisogno idrico, prelievi delle acque potabili, natura e scopi delle utilizzazioni;

--smaltimento delle acque con realizzazione di un tratto di fognatura e se l’opera costituirà materia di convenzione;

-- esistenza di fasi nocive di lavorazione degli oli estratti.

I rappresentanti dell’ENI forniscono risposte - anche queste non specificate in verbale - ed assicurazioni di messa “in atto di tutti gli accorgimenti atti ad evitare emissioni dannose in atmosfera”.

In altra parte del verbale manoscritto, questa non cassata, sempre il rappresentante della ASL Servizio Prevenzione di Chieti con riserva di parere definitivo rileva:

-- la necessità di approfondimenti di elementi che la Relazione tecnica dell’ENI non chiarisce;

-- l’esigenza di una descrizione puntuale e fedele del ciclo produttivo completo inerente tutte le attività da svolgere, fasi lavorative, sostanze e materiali utilizzati, rischi ed inconvenienti per l’ambiente e per la salute pubblica, impiego delle migliori tecnologie disponibili.

Il rappresentante del Corpo Forestale dello Stato eccepisce a sua volta sui seguenti aspetti:

-- nelle aree soggette a vincolo idrogeologico i movimenti di terra dovranno essere limitati “allo stretto necessario” [non è detto per quali entità e con quali modalità specifiche];

-- il materiale di risulta dovrà essere conferito in apposita discarica autorizzata; [non è indicato quale e dove]

[foto discarica a Calvello in Val d’Agri]

Calvello_Discarica

-- tagli di piante forestali [non sono specificate tipo ed esistenza in sito] dovranno essere autorizzati dalla Stazione di zona;

-- da studiare [senza dire quali, come, quando e da parte di chi] le opere di compensazione ambientale per il ripristino dei luoghi e per l’integrazione delle opere con l’ambiente naturale circostante -

Il rappresentante dei Vigili del Fuoco nell’esprimere parimenti un parere di massima favorevole dichiara che:

-- la progettazione e la documentazione prodotte non permettono di esprimere un parere definitivo e completo -

Solo i rappresentanti dell’ANAS, dell’UNMIG, dell’Ispettorato all’Agricoltura non hanno mosso rilievi.

L’Ispettorato Provinciale all’Agricoltura né per iscritto, né in sede di Conferenza di Servizi ha osservato in merito alla localizzazione degli impianti Eni su terreni agricoli a colture specializzate, segnatamente vigneti, e più in generale sugli effetti di tale scelta sull’economia agricola.

Ha addirittura omesso di rappresentare l’esistenza del Titolo VII della Legge regionale n.18/1983 in merito alla tutela e trasformazione dei suoli agricoli per i quali “è fatto divieto di destinare ad usi diversi da quello agricolo terreni sui quali siano in atto produzioni ad alta intensità”, eludendo di accertare, di rappresentare o di richiedere la verifica preventiva di compatibilità della scelta di localizzazione dell’Eni in relazione allo stato agricolo dei luoghi, se non altro per non incorrere in violazioni di legge, materia questa per la quale il legislatore regionale ha voluto rendere obbligatorio il parere motivato anche del Settore agricoltura.

4 aprile 2007

Conferenza dei Servizi conclusiva indetta dalla Regione sulle emissioni in atmosfera

presso gli Uffici di Pescara della Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia ***

Verbale

Inizio dei lavori ore 10:00

Presenti alla Conferenza

SINA Servizio Politica energetica, Qualità dell’aria, Inquinamento acustico, elettromagnetico, Rischio ambientale;

ENI E&P;
UNMIG;
Provincia di Chieti;
ARTA Dipartimento di Chieti

con riferimento ai Pareri

ASL di Chieti - Dipartimento Prevenzione di Ortona 10 agosto 2006 ***

Dove

-- si rileva che l’attività dell’ENI è classificabile come insalubre di prima classe

-- si prescrivono l’adozione e il mantenimento nel tempo della migliore tecnologia disponibile per il contenimento delle emissioni

ARTA 3 aprile 2007

dove si rimarca che:

-- “in caso di shut down della caldaia i fumi di uscita dalla turbina saranno direttamente scaricati in atmosfera. Tale evento deve essere tempestivamente comunicato agli organi competenti ed annotato sul registro delle emissioni”;

-- “un giudizio di merito sull’utilizzo o meno dell’energia non può prescindere da una valutazione di un parametro caratteristico del processo ovvero del rendimento”;

-- “la relazione tecnica fornita dal gestore (ndr ENI) è risultata mancante del bilancio termico

-- “il gestore (sempre l’ENI) ha fornito solo una parte dei dati

Sulla base della Conferenza dei Servizi del 4 aprile 2007 è stata emessa

Determinazione dirigenziale del 18 aprile 2007 - Direzione Parchi, Ambiente, Territorio, Energia della Giunta regionale d’Abruzzo inoltrata in pari data 18 aprile 2007 a ENI, Roma - ARTA, Chieti - Provincia, Servizio Ecologico, Chieti - Sindaco di Ortona - BURA Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo

con la quale

si autorizza l’ENI per un periodo di 15 anni al rilascio in atmosfera di sostanze inquinanti nelle quantità e tipologie indicate in specifiche tabelle con l’obbligo in capo all’ ENI di controllare periodicamente il corretto funzionamento degli impianti di abbattimento, di annotare le opere di manutenzione, di comunicare immediatamente al Sindaco di Ortona, alla Regione, all’ARTA eventuali interruzioni di funzionamento dell’impianto.

si stabilisce per l’ARTA l’obbligo di un controllo biennale degli impianti e delle emissioni dell’ENI

In funzione della Conferenza dei Servizi del 20 aprile 2007 la Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia della Giunta regionale d’Abruzzo ha rilasciato ai fini urbanistici

Nulla - Osta del 17 aprile 2007 connesso al parere, in pari data, espresso dal Comitato regionale per i Beni Ambientali della Regione con due prescrizioni a futura memoria, che non hanno mero carattere esecutivo ma di condizioni implicitamente impeditive e contrastanti con il nihil obstat

-- “gli interventi ricadenti in zona “A” del Piano regionale paesistico siano compatibili con gli usi previsti dallo stesso”

-- “ il rispetto dell’art. 80 della legge regionale (legge urbanistica) 18/1983 nel testo in vigore”

Il nulla-osta ignora di considerare e di far valere le finalità di tutela ambientale anche agli effetti urbanistici del Titolo VII della Legge regionale 18/1983 art. 68 in poi che conferisce espressamente in capo alla Regione in termini di “obiettivi prioritari la valorizzazione ed il recupero del patrimonio agricolo” e che impone erga omnes il divieto di destinare ad uso diverso da quello agricolo terreni sui quali siano in atto produzioni ad alta intensità” immediatamente riscontrabili - come nel caso dei vigneti investiti dall’Eni - attraverso la carta regionale dell’uso del suolo, foto satellitari o sopralluoghi.

La Regione con i suoi Comitati e le sue Direzioni sembrerebbe in tal modo esente dall’obbligo di effettuare verifiche di conformità e di compatibilità, di rispettare per prima e di far rispettare le leggi che promana….

Significativo notare i tempi fulminei delle procedure, di pareri ed autorizzazioni burocratiche nel periodo 4 - 27 aprile 2007, pur entro tempi abbreviati voluti dalla legge, in particolare la concentrazione delle date di protocollo nei dieci giorni che vanno dal 17 al 27 aprile 2007.

Cronologia e sincronismo degli atti allegati o citati nei documenti esposti all’Albo pretorio

21 luglio 2006

> nota sulle difformità urbanistiche in riscontro comunicazione ENI dell’11 luglio 2006 (!) – Servizio Urbanistica e assetto del territorio del Comune di Ortona

24 luglio 2006

> domanda dell’ENI spa di permesso di costruire Progetto di sviluppo idrocarburi liquidi e gassosi

24 agosto 2006
>parere contrario per difformità con il Piano regolatore - Sportello Unico per le attività produttive di Ortona
1 settembre 2006
> parere contrario dell’Ufficio Tecnico comunale di Ortona

“l’area interessata dall’intervento ricade su zona agricola - l’intervento non è conforme alle vigenti previsioni urbanistiche - non è assentibile con concessione edilizia diretta”

10 agosto 2006
> richiesta dell’ENI di attivazione della procedura art.5 DPR 447/1998 (!) - convocazione della Conferenza dei Servizi
> parere Dipartimento Prevenzione ASL di Chieti
19 marzo 2007

> convocazione Conferenza dei Servizi del 20 aprile 2007 da parte del responsabile del procedimento del Comune di Ortona

> nota sulle difformità urbanistiche dello Sportello unico per le attività produttive del Comune di Ortona e sull’attivazione della Conferenza di servizi

> integrazione dell’ENI della documentazione tecnica

3 aprile 2007

> parere dell’ARTA
4 aprile 2007

> Conferenza dei Servizi Regione Abruzzo unica e conclusiva - emissioni atmosferiche

17 aprile 2007

> parere Comitato regionale Beni Ambientali

> nulla-osta della Direzione regionale Parchi, territorio, Ambiente, Energia

18 aprile 2007

> determina dirigenziale di autorizzazione Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia della Giunta regionale

19 aprile 2007

> parere del Servizio del Genio Civile Regionale

> parere Assessorato urbanistica Provincia di Chieti

20 aprile 2007

> Conferenza dei Servizi Comune di Ortona - variante urbanistica

> nulla-osta Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia della Giunta regionale*** ingresso al protocollo del Comune di Ortona

> parere Direzione Agricoltura, Foreste, Sviluppo rurale della Giunta regionale - Ispettorato provinciale di Chieti

> parere Comune di Ortona - il responsabile del Servizio ***

23 aprile 2007

> parere Consorzio ASI Chieti-Pescara

24 aprile 2007

> Relazione tecnica descrittiva Progetto Miglianico Centrale di trattamento Eni spa Divisione E&P

26 aprile 2007

> parere Servizio Prevenzione ASL di Chieti

> parere Settore Viabilità-Edilizia Provincia di Chieti

27 aprile 2007

> Conferenza dei Servizi conclusiva Comune di Ortona - variante urbanistica

> Nota ENI sui chiarimenti richiesti dalla ASL
5 settembre 2007

Prime essenziali indicazioni e rilievi per una valutazione più attenta e responsabile

- in ottemperanza del principio di precauzione -

in merito a
Regolarità , completezza , trasparenza, effetti degli atti

1 - sospensione di ogni decisione da parte del Consiglio Comunale di Ortonadell’ approvazione - ai sensi dell’art. 5 del DPR 20 ottobre 1998 n. 447 -della delibera di variante urbanistica per la costruzione del Centro Olii,adombrandosi

a) violazione del titolo VII art.68 in poi L.R. 18/83

b) vizi nel procedimento della conferenza di servizi, mancata convocazione delle autorità e degli enti gestori delle risorse idriche, mancato coinvolgimento degli “interessi diffusi” ai sensi della legge 241/1990 come modificata ed integrata

c) mancata verifica di conformità a legge e al piano paesistico regionale da parte della Regione Direzione Parchi, Territorio, Ambiente ed Energia.

2 - assunzione di atti di autotutela ai sensi della legge 7 agosto 1990 n.241 come modificata ed integrata (Legge n.11/2005 - Legge n.80/2005) da parte dei soggetti abilitati nel procedimento avviato (art.5 DPR 447/1998), laddove appaiono carenti autorizzazioni, pareri, nulla-osta, resi in funzione della Conferenza dei Servizi per omissioni, per violazioni di legge, per difetto di motivazione, per improcedibilità, per inammissibilità (segnatamente Regione e Provincia)

3 - presentazione da parte dell’Eni spa del Piano industriale definitivo e del Progetto definitivo per ricerca e coltivazione di idrocarburi ad Ortona e in Abruzzo che rechi, tra l’altro, specificazioni dell’estensione dei territori variamente interessati, anche sotto il profilo ambientale, mappature delle concessioni governative e regionali rilasciate e richieste, ubicazioni delle installazioni Eni, specifiche tecniche di dimensioni, tipologie, tecnologie, livelli di sicurezza di impianti, lavorazioni e infrastrutture di servizio, degli strumenti e delle modalità di monitoraggio e di controllo dell’impatto sistemico, ambientale e sulla salute, sulle ricadute reali economiche e occupazionali, finanziarie dirette e indotte con riferimento anche alle attività dell’Eni in esercizio ad Ortona e in Abruzzo, piano di investimenti, durata delle attività, consumi idrici reali e approvvigionamenti.

4 - verifiche preventive di compatibilità, analisi costi/benefici, valutazioni tecnico/scientifiche, economico/finanziarie degli effetti della Centrale idrocarburi e del programma di perforazioni dell’Eni sull’immagine, sul marketing territoriale, sulle strategie di sviluppo, sui programmi di intervento in corso, sull’economia agricola, vitivinicola, turistica, sull’edilizia, sui valori di mercato di produzioni, di terreni ed edifici, sul fastidio e sul nocumento per gli insediamenti abitativi e per i comuni limitrofi.

5 - procedimento di VIA nazionale - valutazione di impatto ambientale - ai sensi della legge 349/1986 a fini di partecipazione, imparzialità, trasparenza, date le rilevanti ragioni di interesse pubblico e sociale che la Centrale Eni prevista ad Ortona coinvolge.

6 - intese Stato - Regione sulla riconversione dello sfruttamento petrolifero e sulle politiche energetiche in Abruzzo, revisione degli accordi pregressi.

7 - accordi di programma Regione-Eni-Comuni interessati sui progetti, sulle attività e sui programmi Eni in Abruzzo e nell’ortonese.

5 settembre 2007

In merito al progetto dell’Eni spa Divisione E&P, denominato Miglianico, per la costruzione di una Centrale per il trattamento di idrocarburi liquidi e gassosi - Centro Olii, in territorio di Ortona ai confini con Tollo, in contrada Feudo,

sulle “ colline del Montepulciano”, nel mezzo di una distesa di vigneti, in zona panoramica a breve distanza dal mare, all’interno del proggettato parco delle dune e nel cuore del programmato Parco Nazionale della Costa Teatina, su un’area di 12 ettari riservati all’impianto di trattamento da alimentare con diversi pozzi petroliferi di 5000 metri di profondità, previsti anche in comuni vicini, di cui tre realizzati Miglianico 1, Miglianico2, Granciaro, quest’ultimo sterile.

sul terreno istituzionale occorre riscontrare se allo stato degli atti non vi siano state violazioni di legge

E’ URGENTISSIMO

da parte del Presidente della Giunta Regionale

> intervenire sul Sindaco e sul Consiglio Comunale di Ortona perché sospendano ogni decisione al riguardo, segnatamente l’adozione/approvazione della variante urbanistica, data la rilevanza degli interessi pubblici coinvolti - ambientali, economici, sociali, di sviluppo, alla salute, al diritto all’acqua, alla legalità, alla trasparenza del procedimento - in considerazione dei danni irreparabili che ne potrebbero derivare.

> intervenire sugli Uffici della Regione ravvisandosi motivate ragioni di autotutela per pareri e nulla osta emessi in forme anomale, affinché sia garantita nell’interesse generale, nei modi di legge, l’assoluta regolarità del procedimento amministrativo sì da assicurare comunque la partecipazione di tutti i soggetti aventi diritto, soprattutto quella degli “interessi diffusi” tutelati dalla legge.

sul terreno politico-sociale occorre che la Regione si esprima nel suo massimo organo di programmazione e di legislazione sulla compatibilità delle proprie strategie di sviluppo con i programmi ed i progetti in corso sul territorio, segnatamente in campo energetico e petrolifero

E’ URGENTISSIMO

da parte del suo Presidente

> convocare il Consiglio regionale in merito ai Programmi ed ai progetti di sfruttamento del territorio regionale e dell’ortonese a scopi petroliferi ed alla loro compatibilità con lo sviluppo verde dell’Abruzzo

L’iniziativa regionale è assolutamente opportuna e necessaria per

> colmare la grave e censurabile carenza di informazione che vi è stata su un problema così importante e vitale per migliaia di persone e per moltissimi operatori, oltre che per il futuro dell’Abruzzo.

> offrire una attendibile linea di orientamento a movimenti spontanei che si stanno mobilitando anche con asprezza pro e contro la Centrale Olii dell’Eni onde evitare dannose ripercussioni sul piano sociale nell’ambito della comunità ortonese nonché deprecabili divaricazioni tra amministrazioni locali, dando nel contempo risposte immediate alle aspettative e alle preoccupazioni degli operatori economici della vitivinicoltura, del turismo, dell’edilizia seriamente allarmati.

15 settembre 2007

Sconcertante la notizia che apprendiamo dai giornali secondo la quale l’ENI, società multinazionale tra le più prestigiose del mondo, avrebbe dato luogo ad Ortona a gara d’appalto per la costruzione della centrale per il trattamento idrocarburi liquidi e gassosi in contrada Feudo, prima di ottenere da parte del consiglio comunale la trasformazione urbanistica dei terreni sui quali l’impianto dovrà sorgere.

Sembra che la notizia sia fondata come emerge dalle dichiarazioni del sindaco di Ortona ai giornali.

In tal caso saremmo in presenza di una anomalia democratica ed istituzionale davvero assurda.

Un consiglio comunale che diventa organo formale di ratifica di decisioni assunte da poteri esterni.

Ancor più singolare, alla luce delle dichiarazioni pubbliche rilasciate da amministratori del comune di Ortona sull’insediamento ENI, appaiono taluni rapporti di partecipazioni societarie al consorzio imprese abruzzesi (CIA).

Sarebbe interessante conoscere la società che si è aggiudicata il presunto appalto dell’ENI e la composizione della compagine sociale.

Interessante rilevare infine la vicenda relativa al finanziamento della strada litoranea Postilli-Riccio di cui si ha traccia nella delibera di giunta n° 68 del 19 febbraio 2002 che cita testualmente: “di individuare tra le ricadute positive, per il mantenimento e lo sviluppo del turismo, la realizzazione da parte della suddetta Società (ndr ENI) di una strada di collegamento tra la contrada Postilli e il Lido Riccio, che costituirà oggetto di apposita convenzione.”

È venuto meno incomprensibilmente il rapporto con l’ENI di finanziamento della realizzazione della strada.

Il comune ha ritenuto di procedere con fondi pubblici veicolati dalla Comunità Europea, gravando sulle tasche del contribuente.

Il quadro che si delinea dagli elementi sommari sin quì raccolti presenta molte zone d’ombra che è necessario illuminare per tranquillità degli amministratori chiamati a decidere, degli operatori e dei cittadini che potrebbero avere pregiudizio dall’insediamento Eni, ed a tutela dell’intera popolazione di Ortona , del chetino e dell’Abruzzo a cui è riconosciuto per legge il diritto alla trasparenza.

 
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