disastro ambientale, il petrolio del lambro raggiunge il po e viaggia verso l'adriatico.
la legge impossibile
gli argomenti che renderebbero illegittime le leggi dell'Abruzzo che non vuole il petrolio.
a breve le nostre considerazioni.
letteraaperta
a Presidente e Consiglieri Regionali.
L'Aquila 15/12/2009
DDL
"Modifiche alla L.R. 10.03.2008 n. 2"
ora tanti lo sanno
r
eport del 7 giugno 09
a
ssolutamente da vedere
Primo Piano
ECCO COSA VI ASPETTA
Questa è la mappa dei titoli minerari aggiornata...come si può notare, il territorio abruzzese sarà completamente perforato e ci saranno altri centri oli e, perchè no, anche raffinerie - con buona pace di chi sta investendo sul turismo, i prodotti tipici, l'agricoltura di qualità, la valorizzazione del territorio...........
Dovremo rinunciare all'aria pulita, all'acqua, al mare, al paesaggio per decine di anni ma in compenso, forse, potremmo contribuire, per qualche anno, a qualche punto percentuale del fabbisogno nazionale di energia da fonti fossili.
Qualcuno si arricchirà molto, gli abruzzesi dovranno cercare di giustificare agli occhi del mondo una realtà paradossale fatta di Parchi Nazionali e petrolio e, contemporaneamente, pagare multe più salate all'Unione Europea per il mancato rispetto degli impegni del protocollo di Kyoto.
E' per questo che il problema riguarda la programmazione Nazionale e Regionale, non i singoli comuni o i burocrati ignoranti ed incompetenti degli uffici periferici della Regione.
Potete ringraziare, tutti, la straordinaria miopia (interessata) dei vostri politicanti, un grazie particolare a del turco e d'antoni, vecchi sindacalisti coi paraocchi.
Quello che vedete è di 15 ettari e serve 44(?) pozzi in un raggio di oltre 60 chilometri (sono arrivati alle porte di Potenza), a Feudo lo vogliono costruire di 12 ettari per soli 2 pozzi, quanti pozzi devono ancora realizzare?
Comunque lo si voglia chiamare (centro oli, impianto di trattamento idrocarburi liquidi e gassosi, impianto di desulfurizzazione, impianto di prima raffinazione del petrolio) é una RAFFINERIA.
Abbiamo effettuato riprese, foto, interviste alla gente del luogo (presto verranno diffuse) e tutti concordano, L'AGRICOLTURA E' ANNIENTATA, I VALORI IMMOBILIARI E DEI TERRENI SONO AZZERATI, IL TURISMO E' SCOMPARSO, COMPRESO QUELLO RELIGIOSO (Viggiano è sede del santuario della Madonna di Viggiano, protettrice della Basilicata), LE ATTIVITA' COMMERCIALI SONO IN GRAVE DIFFICOLTA', CHI PUO' SE NE VA.
L'impianto ha un impatto visivo impressionante, puzza (come i pozzi d'altronde) a chilometri di distanza, inquina pesantemente l'ambiente con danni evidenti alla vegetazione, è molto rumoroso e vi lavorano 29 persone.
La gente è molto scontenta ma rassegnata e parla di un peggioramento delle condizioni socio economiche, nonchè della qualità della vita. Vedono l'eni come un colonizzatore.
E' stato istituito un parco nazionale ridicolo a cui nessuno da importanza per via della evidente incompatibilità con l'attività petrolifera.
Ci hanno cercato, per rilasciare dichiarazioni, tutte dello stesso tenore, gli unici che si sono sottratti sono stati il sindaco ed il suo vice....
Sono andati in Val D'agri: Luigi Tiberio, Carmine Rabottini, Mauro Di Mauro e Davide Colaiezzi.
[foto panoramica della valle dal belvedere di Viggiano]
campagna di comunicazione: troverete tali manifesti ed altre iniziative in tutto l'Abruzzo.
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